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Il contentino dei tamponi gratis in loro favore, proposto dal Viminale con lo scopo di evitare il rischio di blocchi problematici per il Paese, non è servito a placare le proteste dei portuali di Trieste, che restano convinti di portare avanti ad oltranza le proprie rimostranze fino a quando non sarà eliminata definitivamente l’imposizione del Green Pass per poter lavorare.

La protesta dei portuali

Siamo venuti a conoscenza che il Governo sta tentando di trovare un accordo, una sorta di accomodamento riguardante i portuali di Trieste“, si legge nel comunicato ufficiale, “e che si paventano da parte del presidente Zeno D’Agostino le dimissioni. Noi come portuali ribadiamo con forza e vogliamo che sia chiaro il messaggio che nulla di tutto ciò farà sì che noi scendiamo a patti sino a quando non sarà tolto l’obbligo del Green pass per lavorare“. Una presa di posizione decisamente forte, fatta a beneficio di tutti i nostri connazionali: “Non solo per i lavoratori del porto ma per tutte le categorie di lavoratori”.

Un blocco “a oltranza”, dunque, a partire dal 15, data in cui il certificato verde imposto dall’esecutivo presieduto dall’ex governatore della Banca centrale europea entrerà in vigore. Non solo i porti, ma pure le autostrade rischiano di essere bloccate. “Se gli autotrasportatori esteri potranno venire in Italia senza il green pass e questo verrà invece imposto alle imprese italiane“, minaccia il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè, come riportato da Il Corriere, “stiamo valutando di invitare le imprese a fermare i camion. Ci auguriamo di no, ma ne stiamo discutendo“. Assotrasportatori ed Eumove pretendono che per essere dichiarato obbligatorio nel nostro Paese il Certificato Verde debba essere esibito non solo dagli autotrasportatori italiani. Il rischio che tutto si blocchi tra 15 e 16 ottobre è altissimo.

Conftrasporto propone invece di “continuare con il protocollo sulla sicurezza” seguito nelle prime fasi della pandemia. “Se all’inizio, quando i morti erano 946 al giorno e il rapporto contagiati/tamponati oltre il 40% noi per non fermare l’Italia abbiamo fatto il protocollo con il Ministero con il risultato che l’Italia non si è fermata, perché non andare avanti con quel protocollo oggi che i morti sono un decimo e il rapporto contagiati/tamponati allo 0,8%?”, si domanda il presidente Paolo Uggè

Convinti che bastasse il contentino del tampone gratis per risolvere il problema in una bolla di sapone, al Viminale ora tutti tacciono. “Il blocco di venerdì è confermato, ma oggi ci saranno sorprese perché non si fermerà solo il porto di Trieste. Quasi tutti i porti si fermeranno” dichiara il portavoce Stefano Puzzer. Anche a Genova, dove è stata convocata una riunione tra sindacati e aziende del porto, la situazione è tesa. Il numero dei non vaccinati resta più basso rispetto a Trieste, ma le proteste sono pronte ad esplodere in un blocco più che problematico.

Visto la percentuale più alta di inoculati col siero, a La Spezia c’è chi spera che la situazione possa invece non degenerare. Si tratta tuttavia di supposizioni e di sensazioni dei sindacati, anche se le vibrazioni positive non saranno garanzia di un superamento del problema. Solo nel momento clou si potrà avere certezza. Già pronto un tavolo tra prefetto, authority, terminalisti e sindacati per valutare come intervenire in caso di più che probabili difficoltà legate ai blocchi. Anche a La Spezia sembra più pesante il problema degli autotrasportatori, vista l’altissima percentuale di non vaccinati. Nei porti pugliesi e siciliani si ostenta sicurezza. “Non temiamo particolari situazioni di criticità, scioperi o blocchi”, garantisce il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale Tito Vespasiani“, contando sull’alta percentuale di inoculati col siero.



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