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(Adnkronos)

“I sequestri a cui viene fatto riferimento sono stati ottenuti dal fondo regolamentato di diritto maltese Futura Funds Sicav Plc, di cui Alberto Matta non è più da tempo né socio, né amministratore (così come non è più né socio, né amministratore della relativa società di gestione, anch’essa regolamentata, Futura Investment Management Ltd)”. E’ quanto precisa l’avvocato Andrea Suriano, nella qualità di responsabile legale di Futura Investment Management, in riferimento agli articoli “Vaticano, fonti Ior: Non preoccupa sequestro richiesto da società Matta” e “Vaticano, il caso del palazzo di Budapest e la controversia tra Ior e finanziere Matta”.

Futura precisa da questo punto di vista che “parlare di ‘sequestro richiesto da società Matta’ e di ‘società maltesi riconducibili a Matta e denominate Futura Funds e Futura Investment Management’ è, dunque, errato”, mentre in relazione alla circostanza, raccontata nell’articolo, che nel 2019 e nel 2020 la Corte di Malta “ha vietato di vendere l’asset del fondo, il palazzo della Borsa di Budapest, senza il consenso della Corte e dello stesso Ior”, sottolinea che “il Palazzo della Borsa di Budapest è attualmente di proprietà della società ungherese Tozsdepalota Kft, che è partecipata al 90% dalla società lussemburghese Cougar Real Estate SA, a sua volta controllata al 100% dal comparto regolamentato Kappa di Futura Funds SICAV Plc”.

“Come si evince dalla semplice lettura del medesimo – prosegue Futura , il provvedimento del Tribunale di Malta (del 2019) vieta a Kappa di vendere le quote di Cougar Real Estate SA ed a Cougar Real Estate SA di vendere le quote di Tozsdepalota Kit, ma non a Tozsdepalota Kit di vendere il palazzo della Borsa. 3. In entrambi gli articoli, si riporta che sarebbe occorsa una presunta distrazione da 11,6 milioni di euro a favore di società offshore con riferimento all’acquisizione dello storico palazzo della Borsa di Budapest da parte di un fondo in cui lo Ior aveva Futura Funds Sicav Plc investito. Non esiste, tuttavia, alcuna distrazione”.

“Allo Ior (quale investitore esclusivo del comparto Ad Maiora del fondo regolamentato lussemburghese Optimum Evolution Fund SIF) era stato proposto di investire (insieme ad altri azionisti) nel comparto Kappa di Futura Funds Sicav Plc in vista dell’acquisto del credito deteriorato originariamente vantato da una banca ungherese nei confronti di Tozsdepalota Kft (in allora in procedura concorsuale) al prezzo di 20,4 milioni di euro, con l’obiettivo di convertirlo in capitale della società”.

Per proprie ragioni, tuttavia, spiega Futura, “lo IOR ha comunicato di non essere disponibile a investire in un NPL, considerato troppo rischioso (seppur meno caro), ma che sarebbe stato invece interessato a investire in una società in bonis proprietaria del bene immobile. Allo IOR è, quindi, stato proposto di investire in Kappa a fronte dell’acquisto di una società titolare del 90% del capitale di Tozsdepalota Kit risanata al prezzo di 32 milioni di euro e lo IOR ha consapevolmente accettato questa seconda soluzione decisamente più conservativa ed in linea con il profilo di rischio del tempo dell’Istituto. Kappa non ha quindi mai comprato l’Npl, ma il 100% della società che si era preventivamente occupata del risanamento della posizione (la già citata Cougar Real Estate SA) che è ricorsa anche all’ausilio di un operatore specialista in questo genere di operazioni di ristrutturazione con uffici e/o track record importante sia in Ungheria che in altre parti del mondo tra cui Panama e Dubai (cosi’ come decine di operatori internazionali)”.

“Da notare – aggiunge ancora Suriano – che il prezzo di acquisto della partecipazione è risultato a premio rispetto al valore dell’immobile che era stato ai tempi stimato da Jones Lang LaSalle (leader mondiale nelle valutazioni immobiliari) in 40 milioni di euro. Ricordo anche che l’attuale valutazione dell’immobile di Jones Lang LaSalle è di ben 56 milioni di euro”.

“Nel secondo articolo – prosegue Futura – si menziona una pretesa distrazione di oltre 5 milioni di euro tramite un fondo immobiliare lussemburghese per cui penderebbe un processo per truffa aggravata e bancarotta fraudolenta davanti al Tribunale di Roma, riferendo che questo investimento sarebbe stato ‘disposto’ dal Dott. Matta e ‘dagli organi delle sue società’. Né il Dott. Matta, né alcuna delle società per le quali lo stesso opera o ha operato in passato sono tuttavia coinvolti in alcun processo penale pendente davanti al tribunale di Roma od altrove. In realtà, non è neppure dato comprendere a quale investimento e/o a quale fondo di investimento tale procedimento – e in generale l’articolo – facciano riferimento”.

Spiega ancora il responsabile legale di Futura che si cita poi “un provvedimento cautelare di sequestro da 29,5 milioni di euro ottenuto nell’aprile 2020 da Futura Funds Sicav Plc, indicando che il provvedimento non implicherebbe alcuna deliberazione sul merito della domanda, a differenza di quanto si potrebbe dire per le ‘restrittive ordinanze cautelari ottenute dallo IOR contro le [asserite] società di Matta’, che ‘presuppongono una positiva valutazione delle domande dello IOR in termini di probabile fondatezza nel merito’.

“In merito, va anzitutto precisato che il sequestro da 29,5 milioni di euro dell’aprile 2020 – c.d garnishee order – non presuppone un’approfondita delibazione, ma il secondo sequestro ottenuto da Futura Funds Sicav Plc nei confronti dello IOR per analogo importo nella forma dell’Eapo (European Account Preservation Order) richiede invece la positiva valutazione della presumibile fondatezza delle ragioni dell’istante, che è stata riscontrata. Viceversa, l’ordinanza restrittiva ottenuta dallo IOR è stata resa (come del resto ammette lo stesso Istituto) sulla base di una semplice valutazione ‘prima facie’ di Futura Funds Sicav Plc astratta presentabilità della domanda del ricorrente. Il Giudice non ha quindi in alcun modo valutato la fondatezza delle ragioni dello IOR (che non sussiste)”.

In generale, aggiunge Suriano, non si riporta “in alcun modo” la versione dei fatti di Futura Funds Sicav plc “e non viene in particolare spiegato che la controversia con lo Ior nasce da questioni interne all’Istituto ed è stata avviata dalla nuova gestione dopo le dimissioni di Papa Benedetto XVI e la successiva elezione di Papa Francesco I al solo fine di attaccare strumentalmente gli amministratori in carica ai tempi dell’investimento nel fondo Kappa”.

“Quanto sopra è dimostrato dal fatto che lo Ior si sta oggi irragionevolmente opponendo alla vendita del palazzo della Borsa di Budapest al prezzo di 56,1 milioni di euro, che è coerente con la più recente valutazione di Jones Lang LaSalle ed esprime un significativo premio rispetto al valore di ingresso dell’Istituto nell’investimento (32 milioni di euro per la società titolare del 90% del capitale della società ungherese proprietaria dell’immobile). Del resto, lo IOR si era già in precedenza opposto (richiedendo e ottenendo l’ordinanza restrittiva sopra citata) alla vendita delle quote di Cougar Real Estate SA a un primario operatore ungherese ad un prezzo congruo ed ha anche rifiutato l’offerta formulata da un terzo di acquisire le azioni Kappa di proprietà dell’Istituto ad un corrispettivo pari all’investimento effettuato (e superiore al corrente Nav delle azioni)”.

“Lo Ior dimostra quindi di avere come solo obiettivo il fallimento dell’investimento, che vuole sfruttare come ‘arma’ contro il proprio precedente management, senza alcuna considerazione degli interessi degli altri azionisti del fondo Kappa (prevalentemente fondi pensione italiani), che sono già stati pregiudicati dall’ingiustificato rifiuto dello Ior di onorare gli impegni di sottoscrizione assunti nei confronti di Kappa (lo IOR si era impegnato ad investire nel comparto fino a 41 milioni di euro, ma ne ha versati solo 17, costringendo Kappa ad agire il giudizio per ottenere il pagamento dei residui 24 milioni)”.



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