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(Adnkronos)

“Sulla variante brasiliana non sappiamo ancora granché quindi prima di dire che il vaccino non funziona tout court studiamo ancora un po’ prima di allarmare la gente“. È l’appello che arriva dall’infettivologo Matteo Bassetti dai microfoni di La7. Bassetti tuttavia ammette che questa variante al contrario di quella inglese “pare sfuggire al nostro stesso sistema immunitario quindi persone che hanno fatto l’infezione possono addirittura rifarla in un tempo anche molto breve. Nonostante abbiano sviluppato degli anticorpi – spiega – possono purtroppo reinfettarsi. Quindi bisogna fare molta attenzione”.

Sulle varianti, insiste però Bassetti, “bisogna evitare di fare del terrorismo sennò la gente poi dice ‘io non mi vaccino perché tanto il vaccino non funziona’”.

E avverte: “In Italia dobbiamo fare programmazione e investimenti perché i nostri laboratori di virologia non sono tutti attrezzati per fare la sequenza genomica, solo alcuni lo sono. Quindi anche su questo occorre, visto questa grande circolazione di varianti, che si faccia un investimento importante in termine di qualità dei laboratori”.

Per quanto riguarda le mutazioni del Covid 19 “io credo che se siamo in grado di muoverci e di correre sui vaccini, sapremo limitare la diffusione del virus e quindi anche la diffusione delle varianti”.

Quanto ai vaccini e al ritardo nell’arrivo delle dosi previste “io credo che sia meglio eventualmente vaccinare meno persone – dice Bassetti – ma metterle in totale sicurezza” somministrando quindi anche la seconda dose a chi ha ricevuto la prima piuttosto che infondere la prima dose a una platea più vasta. Fallito il piano A “perché non riusciremo a vaccinare 40 milioni di persone entro la fine dell’estate”, dobbiamo concentrarci su un piano B: “Focalizzarci sulle persone anziane ultraottantenni e i fragili. Penso agli immunodepressi, agli obesi a chi ha delle malattie cardiache debilitanti, malattie respiratorie, i diabetici, i disabili. Ecco queste persone devono essere inserite in un piano di vaccinazione immediata. Così – secondo Bassetti – riusciremo a ridurre il numero dei decessi e i ricoveri in ospedale”.



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