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«Vaccinare entro aprile dai 10 ai 13 milioni di italiani con una campagna da serie A all’altezza del nostro Paese, mettendo da parte contrapposizioni e interessi politici dai quali nessuno guadagnerebbe». La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa sprona a unirsi tutti insieme per centrare l’obiettivo «di proteggerci da un virus che non è né di maggioranza né di opposizione. Fa danni e basta».


Come dire, adesso o mai più?
«Sì, è una fase cruciale e si può evitare che l’Italia piombi in una situazione drammatica, come la Gran Bretagna e altre nazioni vicine. Ci aspettano mesi pericolosi da trascorrere al chiuso dove il virus trova terreno fertile per contagiare. Se teniamo fino alla primavera ne usciamo fuori».

Lei parla di primavera. Ma il 7 gennaio non c’è ripartenza?
«Dobbiamo mantenere il Paese in condizione di compatibilità con la vita normale. Finora ha continuato ad andare avanti, salvo settori economici che però stanno ricevendo i ristori».

È un no?
«Resistiamo 2-3 mesi, poi col bel tempo tutto sarà meno difficile e milioni di persone saranno vaccinate. Ci sono tutte le premesse per fare una campagna da serie A e tornare alla normalità prima dei competitors europei per offrire turismo e scambi commerciali in una fase in cui saranno in campo le risorse del Recovery plan, opportunità straordinaria».

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E se ci sarà la crisi di governo?
«Credo che debba essere fatto ogni sforzo possibile per superare le divisioni tenendo conto che il Paese giudicherà in modo implacabile chi dovesse venir meno a quello spirito definito dal presidente Mattarella di costruttori. Se per la politica esiste ancora un’occasione di riscatto dal giudizio molto duro dei cittadini, ecco è arrivato».

Siamo in ritardo?
«Si può certamente recuperare. Non dico di fare come Israele (un milione di immunizzati, il 10% della popolazione, ndr) però c’è una tabella da rispettare e quella tabella indica che entro aprile dovremmo aver immunizzato 10-13 milioni di persone. Se ne hanno bisogno, le Regioni possono contare sull’aiuto del governo e lo sanno. Tutti avrebbero da guadagnare da un grande successo, se riuscissimo a imporci come la Ferrari dell’Europa».

Le siringhe scarseggiano?
«Non ci sono ritardi. Sono siringhe giudicate erroneamente troppo costose. Servono a ricavare dai flaconi dei vaccini 6 dosi anziché 5 grazie a uno scatto automatico che evita lo spreco del prezioso siero. Tutto viene fatto con grande trasparenza. Il contatore consultabile sul sito del ministero della salute consente di seguire l’andamento della campagna».

3 gennaio 2021 (modifica il 3 gennaio 2021 | 22:57)

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