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 Le riduzioni temporanee nelle consegne delle dosi di vaccino anti-Covid di Pfizer-BioNTech “hanno nulla a che fare” con le differenze, riscontrate nel novembre 2020 e comunicate all’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), della quantità di mRNA nei lotti utilizzati negli studi clinici e nei primi lotti destinati alla commercializzazione. Lo si apprende da fonti qualificate. Attualmente l’azienda sta lavorando per portare la produzione da 1,3 miliardi a 2 miliardi di dosi per il 2021, quindi 700 milioni in più di quelle previste inizialmente, a seguito della richiesta della Comunità Europea. 

“Per questo l’azienda ha ottenuto da Baxter l’autorizzazione ad utilizzare gli stabilimenti di quest’ultima”, afferma il farmacologo Carlo Centemeri, della Lorenzini Medical Foundation MI-NY. “Contemporaneamente la Pfizer, nel suo stabilimento europeo, sta potenziando la produzione con bioreattori aggiuntivi”, ha concluso. 

De Luca: è mercato nero, stop manfrine o invalidiamo il piano di distribuzione – “Nessuno mi dica che stiamo rispettando criteri oggettivi, abbiamo assistito al mercato nero dei vaccini. Lo abbiamo denunciato e chiesto un riequilibrio che ancora non è avvenuto”. Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in diretta Facebook. “Stiamo discutendo con Arcuri su come garantire la copertura dei richiami – ha aggiunto – qualcuno ha detto che la Campania non ha accumulato scorte, è una idiozia. E’ arrivato il tempo di smetterla con le manfrine, arriveremo a chiedere l’invalidazione del piano di distribuzione, mi auguro che prevalga il buon senso e la correttezza da parte di tutti”.


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