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Già in tanti hanno chiamato, pensando di potersi prenotare. «Dottore, quando potrò farlo?», domandano i pazienti riferendosi al vaccino anti Covid. «Spero di riuscire al più presto ad accontentarli, purtroppo al momento non sappiamo ancora se verremo coinvolti», si dispiace Marina Moscatelli, medico di famiglia a Roma, 1580 assistiti al quartiere Pigneto, periferia est, membro del direttivo provinciale della federazione Fimmg.

Sareste pronti a partecipare attivamente alla campagna di immunizzazione?
«Pronti? Prontissimi. Non vediamo l’ora, oltre ad essere un dovere per me sarebbe un’esperienza entusiasmante. Nessuno però ci ha cercati. Evidentemente non sono previsti investimenti sul territorio. Il ministro della Salute ci considera indispensabili. E anche noi pensiamo di esserlo».

Perché?
«Solo noi conosciamo individualmente i nostri pazienti e possiamo agire sul loro convincimento a vaccinarsi. È una partita che vogliamo giocare. Sono convinta che coinvolgerci sarebbe come fare bingo per l’efficacia del piano anti Covid».

Volete soldi in più?
«Per l’anti influenzale abbiamo preso 6-8 euro a somministrazione. Non mi sembra siano grosse cifre. In più noi andiamo anche dagli assistiti se non possono spostarsi da casa».

Il Consiglio di Stato ha bloccato la sospensiva del Tar del Lazio che impediva ai medici di famiglia di visitare a domicilio, vero?
«Sono stata uno di quelli che hanno fatto ricorso singolarmente, appoggiando la richiesta di Regione Lazio e Fimmg. Ci è stata restituita la libertà di decidere in scienza e coscienza come interpretare la professione. Era importante riaffermare lo spirito del nostro ruolo».

Dunque libertà anche di scegliere se partecipare alla sfida della vaccinazione di massa?
«Certo. Ognuno di noi sceglierà se essere della squadra o no. Sono sicura che la maggior parte dei miei colleghi la pensano esattamente come me. Senza di noi, l’obiettivo di raggiungere velocemente l’immunità di gregge si allontana, e così lanche la prospettiva di tornare alla normalità».

Cosa risponde al paziente che le chiede consiglio?
«Gli racconto che il 9 gennaio vado a vaccinarmi e lui mi risponde, bene dottoressa, se lo fa lei…».

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Dal punto di vista pratico siete organizzati?
«Guardi, ho appena concluso il ciclo delle vaccinazioni anti influenzali, ne ho fatte 660 e sarebbero state di più se solo avessi avuto dosi sufficienti. I prodotti disponibili casomai hanno limiti tecnici legati alle modalità di conservazione. Per la distribuzione sul territorio attraverso i medici di famiglia vedo meglio gestibile il preparato di Moderna perché, una volta estratto dal ghiaccio secco che lo tiene a meno 20 gradi, può essere mantenuto nei nostri frigo a 2-8 gradi».

Un messaggio?
«Noi siamo una forza, siamo i veri trascinatori. Non lasciateci fuori».

6 gennaio 2021 (modifica il 6 gennaio 2021 | 23:11)

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