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(ANSA) – MILANO, 22 GIU – Va archiviata per “legittima
difesa” l’indagine per omicidio volontario aggravato a carico di
Francesco Ciconte, 43 anni, che fu arrestato il 19 giugno 2021
per aver ucciso a coltellate il fratello Vincenzo, 47 anni e
tossicodipendente, durante una lite e davanti all’anziana madre
nella loro casa nel quartiere San Siro, nel capoluogo lombardo.
    E’ la richiesta avanzata dal pm di Milano Giovanni Tarzia
all’ufficio gip per l’indagato, ora libero e difeso
dall’avvocato Niccolò Vecchioni.
    Quella sera, si legge nell’istanza della Procura che dovrà
essere valutata dal gip Livio Cristofano, il 43enne si “trovò
coinvolto in un corpo a corpo con il fratello” che “armato di un
coltello” tentava di “colpirlo” negli organi vitali e “ferito,
ha reagito difendendo la madre e sé stesso con un altro
coltello”, con una “condotta sostanzialmente proporzionata,
ancorché letale, ovvero sferrando a sua volta alcuni colpi”.
    Secondo il pm, Francesco Ciconte non poteva certo “abbandonare
l’appartamento, lasciando la madre in balia del fratello armato
e deciso ad aggredire i familiari”, così come “aveva più volte
minacciato”, perché chiedeva con insistenza altri soldi per
comprarsi cocaina. La madre non venne ferita “grazie al
tempestivo movimento di Francesco” che “scansandola riuscì ad
evitare l’accoltellamento”.
    La donna, si legge ancora negli atti, “ha reso un racconto
dei fatti sostanzialmente compatibile” con quello del figlio
Francesco e con quanto emerso dagli accertamenti scientifici e
medico-legali. Già il gip, scarcerando il 43enne dopo l’arresto
e mettendolo ai domiciliari, aveva parlato di un “tragico
contesto familiare nel quale si consumava il fratricidio”. Ora
la richiesta di archiviazione per la “adeguatezza della reazione
difensiva”. (ANSA).
   


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