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Sono otto i vaccini anti Covid-19, fra i primi tre attualmente disponibili in Europa e in Italia, e altri cinque che potrebbero arrivare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
Sono una piccola parte dei 67 candidati vaccini che in un tempo record sono stati progettati in tutto il mondo, e che sono in corso di sperimentazione sull’uomo. A questi, secondo la lista aggiornata stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), si aggiungono 174 candidati vaccini che stanno ancora affrontando la sperimentazione pre-clinica.

Dei tre i vaccini anti Covid-19 già disponibili in Europa e in Italia, il primo a essere stato approvato è stato quello dell’azienda anglo-svedese Pfizer-BioNTech, che secondo i dati finora diffusi arriva a dare una protezione del 95% a 12 giorni dalla somministrazione della seconda dose.

Il secondo in ordine di approvazione è stato il vaccino dell’americana Moderna, che dà una protezione confrontabile al vaccino precedente, e che sta studiando la possibilità di somministrare una terza dose per aumentare ulteriormente la risposta immunitaria contro le nuove varianti del virus Sars CoV2.
Ha poi appena ricevuto il via libera il vaccino di AstraZeneca, che raggiunge un’immunità intorno al 60% dopo due dosi, che possono esse somministrate con un intervallo che può andare da quattro a 12 settimane, e che l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha approvato con l’indicazione per l’utilizzo preferenziale dai 18 ai 55 anni.

Sono queste, attualmente le armi disponibili per combattere la pandemia. Ma nelle prossime settimane è atteso l’ok dell’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) per il vaccino della Johnson & Johnson, e più in là potrebbe essere la volta di un altro vaccino americano, quella della Novavax.

Non si esclude, poi, che l’Europa possa dare il via libera al vaccino russo Sputnik e a quello dell’azienda cinese Sinovac. All’orizzonte in Italia c’è poi il vaccino della Reithera, l’azienda di Castel Romano (Roma) nella quale lo Stato italiano ha deciso di entrare con capitale pubblico, e che potrebbe essere disponibile da settembre.

Sono vaccini molto diversi fra loro: alcuni messi a punto con tecnologie utilizzate per la prima volta, come quelli che utilizzano la molecola di Rna messaggero, come quelli di Pfizer e Moderna. Sono appena i primi a essere giunti al traguardo dell’approvazione da parte delle autorità regolatorie, in una situazione mai sperimentata finora. 


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