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Il mondo del rugby e l’Argentina sono in lutto. Lucas Pierazzoli, giocatore dell’Hurling Club, è morto dopo essere rimasto coinvolto in uno scontro di gioco durante una mischia. La tragedia è avvenuta sabato 2 ottobre, durante il match tra Sitas e Hurling, valido per la nona giornata di Primera B, la seconda divisione rugbistica argentina. Pierazzoli, che aveva 28 anni e giocava nel ruolo di pilone, è stato immediatamente soccorso dai medici di entrambe le squadre, ma per lui non c’è stato nulla da fare. Troppo gravi le fratture vertebrali riportate: il midollo spinale era apparso da subito immediatamente compromesso, tanto che si è dovuto da subito procedere con la ventilazione. La situazione è apparsa disperata fin da subito, tanto che la società in un tweet aveva chiesto di pregare per la sorte dell’atleta.

Dopo un primo arresto cardiaco Pierazzoli era stato rianimato dopo oltre 40 minuti, e trasferito all’ospedale Posadas, dove i sanitari ne hanno però constatato la morte cerebrale.

. La Federazione argentina di rugby ha diffuso un messaggio di cordoglio: «La Unión Argentina di rugby dice addio con profondo dolore a Lucas Pierazzoli, giocatore dell’Hurling», ha affermato in una nota di cordoglio la Federazione argentina di rugby, «La nostra istituzione accompagna la famiglia, gli amici e le persone care in questo triste momento. Ricordiamo Lucas allo stesso modo di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo: da amante del rugby che si è divertito tutti i giorni a praticare questo sport, riconosciuto dentro e fuori dal campo di gioco, sia dai suoi compagni di squadra che dai suoi avversari».

I precedenti

Non è la prima volta che nel rugby si verificano incidenti gravi, anche mortali: nel 2018, in Francia ad Aurillac il centro Louis Fajfrowski, 21 anni, è morto in spogliatoio in seguito a tre arresti cardiaci, un’ora e mezza dopo essere stato placcato al torace. Sempre nel 2018 Adrien, un 17enne estremo dell’under 19 del Billom, era stato trovato morto sul suo letto, il giorno dopo essersi sentito male per un placcaggio. Sempre a luglio del 2018 il capitano della nazionale gallese e dei Lions, Sam Warburton, aveva dovuto appendere al chiodo gli scarpini dopo l’ennesimo grave infortunio: «È come subire un incidente d’auto a cento all’ora».


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