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Strage Bologna, per Corte Cavallini consapevole disegni eversivi

(Foto Fotogramma)

Cavallini, con i suoi ‘collegamenti’, era pienamente consapevole dei disegni eversivi che coinvolgevano il terrorismo e le istituzioni deviate”. E’ quanto si legge nelle motivazioni della sentenza di condanna all’ergastolo di Gilberto Cavallini, ritenuto dalla Corte di Assise di Bologna colpevole per concorso nella strage del 2 agosto 1980.

Secondo la Corte l’ex Nar, “colpevole anche nella sola ipotesi ‘minimale’ del contributo logistico e agevolatore dato dall’ospitalità da lui concessa al duo Mambro-Fioravanti”, “sapeva perfettamente che una strage come quella del 2 agosto si sarebbe comunque inquadrata in un progetto destabilizzante che coinvolgeva alla radice lo Stato democratico, nell’ottica della riaffermazione di uno Stato autoritario che poteva costituire il primo passo verso la restaurazione di una forma di Stato tipo Reich, che egli idolatrava apertamente”. E “tale consapevolezza sarebbe già sufficiente a fondare la sua responsabilità per strage politica ai sensi dell’articolo 285 del codice penale”.


Gilberto Cavallini quindi è colpevole anche nella sola ipotesi ‘minimale’ del contributo logistico e agevolatore dato dall’ospitalità da lui concessa al duo Mambro-Fioravanti”, si legge ancora. Piuttosto, secondo la Corte, “c’è da chiedersi perché solo nel 2017 si sia pervenuti al rinvio a giudizio di Gilberto Cavallini per il reato di strage. Perché per sette lustri una persona sia stata, sostanzialmente, in attesa di giudizio”. Sulle responsabilità di Cavallini, poi, si fa anche riferimento a come “in modo del tutto significativo, nel 2004, la Corte di assise di appello di Bologna, nella propria sentenza con cui è stata definitivamente sancita la colpevolezza di Ciavardini, premesso che la ‘base’ del gruppo era affidata esclusivamente a Cavallini, che conosceva luoghi e persone della zona, scriveva: ‘Stranamente costui non è stato neppure rinviato a giudizio per il reato di strage’”.

Secondo la Corte di Assise, “a fronte degli innumerevoli indizi gravi raccolti, che si legano tra loro e si potenziano a vicenda, tutti orientati verso la stessa direzione, tali da integrare un quadro probatorio univoco di notevole spessore, il giudizio di colpevolezza di Cavallini è conclusione immune da ogni ragionevole dubbio”, quantomeno per l’ipotesi ex articolo 422 del codice penale, cioè il reato di strage, nell’ipotesi in cui questa venga commessa senza lo scopo di attentare alla sicurezza dello Stato.

E’ verosimile “ipotizzare che alla base della tentata strage di Palazzo Marino e la strage di Bologna fosse sotteso un unico disegno, volto ad accentuare l’effetto ‘guerra psicologica’ tramite plurime esplosioni quasi contestuali”.

“Cavallini aveva concepito una vera e propria idolatria verso la figura di Adolf Hitler, come avvertiva grande attrazione verso altre figure di dittatori. E ancora: “Il 2 agosto, all’incirca a metà mattina, segna una ricorrenza storica e fondante nella storia del nazismo: la fine della Repubblica di Weimar e la contestuale nascita ufficiale dello Stato assoluto e della figura del Fuhrer in capo ad Adolf Hitler”.

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