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 Un lettore scrive:
«Sono un insegnante e non posso non riportare quanto i miei occhi hanno visto: poco tempo fa nella piccola via Monferrato, complici il clima e colori favorevoli, migliaia di persone dalla mattina alla sera di una domenica hanno affollato i bar e i locali, anche ben oltre i limiti orari e senza nessun rispetto delle norme di protezione, specialmente da parte degli avventori; pochi metri più in là un mercatino… Mentre lentamente ci stiamo vaccinando per il bene di tutti, e chiediamo sacrifici ai nostri alunni. Quando la smetteranno queste persone di far ricadere il prezzo dello proprie scelte sul futuro dei loro figli? Forse avrebbero fatto bene a stare più attenti a scuola: gli servirebbe una lezione di civiltà dalle nuove generazioni. Non è mai troppo tardi, forse».
Luigi De Medici

Un lettore scrive:
«Ho visto la fotografia del cartello della nonna di Elena e Sara, che invitata a vergognarsi quei milioni di italiani che sono d’accordo con la chiusura delle scuole per evitare che l’Italia diventi un lazzaretto. Forse dovrebbe vergognarsi chi dice di vergognarsi o chi diffonde questa frase che non ha alcun senso. Forse devo vergognarmi per cercare di combattere l’esistenza e la diffusione di un virus che mette in ginocchio milioni di persone e molte ne manda al cimitero?».
Angelo Margutti

Un lettore scrive:
«Per l’Asl di Torino la prenotazione dei prelievi di sangue a domicilio (a soggetti che per motivi sanitari non possono uscire, disabili compresi) deve essere fatta necessariamente agli sportelli fisici, presentando la tessera sanitaria! Con la diffusione della ricetta elettronica e in emergenza Covid, è mai possibile una simile assurdità? L’Asl è ancora al medioevo informatico ed a pagarne le conseguenze sono le persone più fragili».
P.Riccio

Un lettore scrive:
«Bella ma solo teorica la lettera di Poste italiane sui francobolli. Io da un mese giro con una lettera nella borsa da spedire all’estero, in zona Santa Rita, e non riesco perché tutti i tabaccai mi hanno detto che i francobolli si trovano soltanto più negli uffici postali. Cordiali e dubbiosi saluti».
S.B.

Un lettore scrive:
«Non ci arrivo… Qualcuno riesce a spiegarmi perché anche con la Dad, quindi con un servizio scolastico notevolmente ridotto, le tasse universitarie vengono richieste per intero senza l’applicazione di nessuna riduzione?».
Giuseppe Antonelli

DONA PER IL PROGETTO FORZA NONNI! – www.specchiodeitempi.org/forzanonni  – Info e lettere: specchiotempi@lastampa.it – 011.6568376

I perché dei nostri lettori

Mio padre e mia madre leggevano La Stampa, quando mi sono sposato io e mia moglie abbiamo sempre letto La Stampa, da quando son rimasto solo sono passato alla versione digitale. È un quotidiano liberale e moderato come lo sono io.

Mario

I perché dei nostri lettori

Perché mio papà la leggeva tutti i giorni. Perché a quattro anni mia mamma mi ha scoperto mentre leggevo a voce alta le parole sulla Stampa. Perché è un giornale internazionale.Perché ci trovo le notizie e i racconti della mia città.

Paola, (TO)

I perché dei nostri lettori

Leggo La Stampa da quasi 50 anni, e ne sono abbonato da 20. Pago le notizie perché non siano pagate da altri per me che cerco di capire il mondo attraverso opinioni autorevoli e informazioni complete e il più possibile obiettive. La carta stampata è un patrimonio democratico che va difeso e preservato.

Anonimo

I perché dei nostri lettori

Ho comprato per tutta la vita ogni giorno il giornale. Da due anni sono passato al digitale. Abito in un paesino nell’entroterra ligure: cosa di meglio, al mattino presto, di…. un caffè e La Stampa? La Stampa tutta, non solo i titoli….E, visto che qualcuno lavora per fornirmi questo servizio, trovo giusto pagare un abbonamento.

Sandro, Garlenda (SV)


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