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La Regione Lombardia era finita nell’occhio del ciclone a causa del presunto acquisto di vaccini antinfluenzali a un prezzo superiore rispetto a quello di mercato. Adesso, a quattro mesi di distanza dall’apertura dell’indagine conoscitiva, l’intero fascicolo è stato archiviato dalla stessa Procura di Milano (ricordiamo che l’archiviazione di un fascicolo conoscitivo non passa per un gip).

Fascicolo archiviato

Il fascicolo, senza indagatiné titoli di reato, si focalizzava sul ritardo negli acquisti dei vaccini antinfluenzali da parte della Regione guidata da Attilio Fontana, oltre che sullo scarso numero di dosi disponibili. Era stato aperto dal pm di Milano, Giordano Baggio, del dipartimento Reati contro la pubblica amministrazione. L’inchiesta era inoltre coordinata dall’aggiunto Maurizio Romanelli, ed era stata aperta sulla verifica di alcune notizie di stampa e sullo studio dei bandi pubblici.

In sostanza, i vaccini sarebbero stati acquisiti da Aria, la centrale appaltante della Regione, a un prezzo superiore a quello di mercato. Questo l’assunto base che aveva spinto la procura milanese a scavare nella vicenda. Gli accertamenti, affidati al Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, non hanno portato a ipotizzare circostanze rilevanti da un punto di vista penali, né ipotesi di reato.

Un buco nell’acqua

L’intera storia aveva provocato polemiche a non finire. Fontana e la Lombardia si erano improvvisamente trasformati in un perfetto capro espiatorio contro cui riversare accuse e offese di ogni tipo. Il Movimento 5 Stelle era uno dei partiti più agguerriti. I grillini non hanno mai perso l’occasione di caricare a testa bassa la giunta regionale lombarda.

A ottobre, l’esponente pentastellato Massimo De Rosa, capogruppo del M5s in consiglio Regionale, lanciava un messaggio emblematico all’indirizzo del Pirellone: “Sui vaccini antifluenzali, l’assessore Gallera, con le sue dichiarazioni, ha evidenziato ancora una volta la totale incompetenza di Regione Lombardia. Se la maggioranza non è capace, come tristemente dimostrato dall’evidenza dei fatti, di gestire la sanità della Lombardia si faccia da parte e liberi finalmente i cittadini da un’amministrazione catastrofica“.

Regione Lombardia si è fatta cogliere impreparata anche sui vaccini antiinfluenzali“, ripetevano in coro i pentastellati, che fiutavano un casus belli con i fiocchi. Eppure, già a ottobre, Fontana respingeva le accuse al mittente ed era in grado di rispondere con i numeri: “Siamo messi bene, abbiamo un numero di vaccini sufficiente per coprire tutte le categorie che il governo ci ha detto debbano essere coperte: tutti gli ultra 60enni, tutti i bambini da 6 mesi a 6 anni, tutti i pluripatologici, i cosiddetti fragili“.

Ora ogni singolo dubbio è stato spazzato via dalla decisione della citata Procura di Milano. L’indagine conoscitiva è stata archiviata. Chissà se i grillini – e, in generale, tutti coloro che hanno puntato il dito contro Fontana – chiederanno mai scusa per il loro clamoroso buco nell’acqua.


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