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(ANSA) – CATANZARO, 12 GEN – La “carenza motivazionale” con
cui il Consiglio di Stato ha deciso di bocciare il ricorso della
Regione Calabria contro la decisione del Tar di riaprire le
scuole elementari e medie “è una motivazione politica”. Lo ha
detto il presidente ff della Regione Nino Spirlì in una diretta
video su Facebook. “Già – ha aggiunto – basterebbe il parere del
Cts che ha portato al rinvio delle elezioni regionali. Si
capisce che è un fatto politico dai commenti: Spirlì ha perso, è
stato battuto. Ma ci rendiamo conto? Pensano veramente fosse una
battaglia politica? Lasciamo perdere i cavillini da
azzeccagarbugli. Non è finita qui. Continueremo a vigilare ed a
controllare i risultati territorio per territorio. State sicuri
che laddove mi dovessi rendere conto che veramente cominciano
casi veri e reali – e spero che non accada – sarò ancora una
volta sulle barricate insieme a voi. In Germania, che è stata la
prima a sbandierare ‘tutti a scuola’, adesso hanno messo tutti
in dad fino alla fine di gennaio e sono disponibili ad
allungarla anche dopo. Dagli screening che faremo in questi
giorni potrebbe accadere che proporremo la
didattica a distanza e mi auguro si possa fare e che non ci sia
una sorta di guerra. Agli amici sindaci chiedo: verificate se
sui vostri territori ci sono dei casi. Perché se ci fossero,
come sta accadendo, allora potreste intervenire”.
    “La cosa che mi ha sorpreso – ha detto Spirlì – è la rapidità
supersonica con cui è stata svolta questa attività giudiziaria.
    Un dato è chiaro: un centinaio di famiglie, che, ed è un nostro
pieno diritto, andremo anche a sapere chi sono, hanno messo in
scacco, non il presidente facente funzione ma oltre 10 mila
famiglie calabresi che hanno fatto una petizione e non so come
ringraziarvi”.
    “In Conferenza Stato-Regioni – ha detto Spirlì –
avevo proposto la didattica mista per consentire a chi lo
desiderava di proseguire con la didattica a distanza ma il
ministro Azzolina non gradisce. L’unica cosa che sta portando
avanti, ormai, è il rientro a scuola. Se non si rientra ha perso
e siccome non vuole perdere, è l’unica cosa che ripete e
chiaramente deve ottenere quel risultato. Tutti quelli che non
glielo fanno ottenere sono per lei da abbattere”. (ANSA).
   


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