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(ANSA) – MILANO, 24 GEN – “Benissimo che si riparta, ma
adesso ci vuole continuità. Tutti sono contenti di questa
scelta, studenti, insegnanti, genitori, personale, anche se i
tempi di comunicazione hanno creato ad alcuni istituti
difficoltà. Ora però, dopo tanti mesi di lontananza dalle aule e
di didattica a distanza, bisogna garantire la stabilità di
frequenza”. Lo sottolinea il direttore della scuola superiore
Freud di Milano, 700 studenti, Daniele Nappo.
    La didattica – osserva il dirigente interpellato dall’ANSA –
necessità di un contatto umano, di sguardi, di relazioni,
aspetti che sono essenziali per costruire una formazione e uno
sviluppo globale degli adolescenti. La scuola deve poter tornare
a essere un punto di riferimento e un luogo dove maturare le
prospettive di speranza e di fiducia per il futuro, dopo questo
periodo che ha segnato un grave impatto trasformandosi in un
disagio per molti di loro, con il rischio di portare con sé
conseguenze psicologiche e cognitive causate dall’isolamento”.
    “Un crescente numero di studi indica che quella degli
adolescenti sia una delle popolazioni più esposte alle
conseguenze psicologiche della pandemia – rende noto Nappo -. In
Italia uno studio nazionale condotto su 2.064 ragazzi di età
compresa tra gli 11 e i 19 anni ha rivelato disturbi della sfera
emotiva di rilievo, specialmente tra le giovani donne. Nella
popolazione femminile, difatti, i livelli di preoccupazione e di
ansia sono stati più elevati, così come i sentimenti di angoscia
e tristezza causati dalla solitudine avvertita durante il
lockdown, facendo emergere il ruolo cardine delle lezioni
scolastiche in presenza nello sviluppo psichico e sociale degli
adolescenti”.
    Insomma “gli studenti devono riappropriarsi di una
quotidianità, quella scolastica che non deve più mancare, cosi
sarà possibile, auspichiamo, recuperare quella serenità
necessaria che tanto è mancata; adesso tutti dobbiamo impegnarci
perché la scuola non si fermi più”. (ANSA).
   


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