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SANREMO. «Perché Sanremo è Sanremo»: Amadeus e Fiorello aprono la serata delle cover del Sanremone canticchiando la sigla tormentone e dedicando un omaggio «a due grandi maestri, Pippo Caruso e Pippo Baudo». Poi il microfono passa ai Negramaro, che omaggiano Lucio Dalla nel giorno della sua nascita. Giuliano Sangiorgi e i suoi eseguono un’intensa interpretazione di 4 marzo 1943 (nella versione originale, non censurata, del celebre verso «E anche adesso che bestemmio e bevo vino, per ladri e puttane sono Gesù Bambino). 

Giuliano sta per iniziare il suo monologo, ma Ama sbaglia l’ingresso sul palco e lo interrompe. Momento di confusione, poi il direttore artistico realizza l’errore: «Sono sempre l’ultimo a sapere le cose». Arriva  sul palco Fiore: «Perdonatelo perché non sa quel che fa».

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I primi a esibirsi sono Noemi e Neffa che reinterpretano Prima di andare via. Ma nell’esecuzione qualcosa va storto. Per un problema tecnico a un computer la voce di Neffa era un po’ in ritardo nei primi 30 secondi e il cantautore è sembrato fuori sincrono nell’attacco del pezzo. Noemi ha poi ripreso il brano quando ha iniziato a cantare da sola.

Fulminacci, con Valerio Lundini e Roy Paci, si lancia in una difficile sfida: rifare Penso positivo di Jovanotti. Ottimo l’arrangiamento. Francesco Renga e Casadilego fanno Una ragione in più: disastro su tutta la linea. Medley Rosamunda di Extraliscio con Davide Toffolo e Peter Pichler: e non sembra nemmeno più Sanremo.

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Fiorello porta all’Ariston le dimissioni di Zingaretti. «Sono affranto, tu non lo sai Amadeus perché non leggi, non vai sui siti: mi ero limitato a fare due battutine su Zingaretti… E tu Nicola che fai? Ti dimetti? Si può essere così suscettibili per due battutine? Ha detto “mi dimetto, mi vergogno, qui si parla solo di poltrone”. Ma che altro posso fare io? Adesso mi sento in colpa per gli amici del Pd». 

Poi Fiore riceve un messaggio vocale di Vasco, che gli fa i complimenti per come ha cantato la sua canzone ieri sera e per come lui e Ama stanno conducendo senza pubblico. 

Tocca a Fasma con Nesli. Ma c’è un nuovo inconveniente. Il microfono di Fasma non funziona e lui canta a vuoto. Dopo alcuni secondi Amadeus entra e interrompe tutto. I due rifanno La fine, che suona davvero davvero bene. 

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Per Bugo Un’avventura ben riuscita, anche grazie ai Pinguini Tattici Nucleari. Bello l’arrangiamento con gli archi in stile Coldplay, trascinante la grinta di Riccardo Zanotti. 

Fedez e Francesca Michielin, che inizia al piano, interpretano brani di Calcutta, Daniele Silvestri, Jalisse, Aleandro Baldi e Francesca Alotta,  Al Bano e Romina. Il tema è la felicità, sentirli in effetti rende felici.

Passa il video registrato delle prove di Irama che canta Cirano con l’intro recitato da Guccini. 

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I Maneskin con Manuel Agnelli regalano una splendida versione di Amandoti di Cccp. Bomba rock, esplosivi. Random con The Kolors, poco fortunata la loro versione di Ragazzo fortunato di Jova. Willie Peyote canta Giudizi universali con Samuele Bersani: bella, peccato che praticamente sia l’originale e non una cover. 

Momento toccante con Antonella Ferrari, attrice con la sclerosi multipla, che recita un estratto dal suo spettacolo «Più forte del destino», incentrato sulla sua lotta alla malattia. 

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Orietta Berti con Le Deva: la loro versione di Io che amo solo te di Sergio Endrigo non rende merito all’originale. 

Finalmente arriva Ibra, che per un incidente in autostrada è rimasto fermo tre ore in macchina. Il campione racconta la sua odissea, mostrando anche un video: «A un certo punto sono sceso dall’auto, ho fermato un motociclista. Per fortuna era milanista e mi ha portato con lui per 60 chilometri fino a Sanremo». 

Gio Evan con i cantanti di The Voice Senior: trascurabile questa versione de Gli anni. Ben riuscito l’accoppiamento Ghemon-Neri per caso che danno vita a un medley dedicato alle donne. 

Torna in scena Fiorello, che «per non assomigliare più a Massimo D’Alema» si fa tagliare i baffi da Amadeus. Poi la palla passa a Ibrahimovic che presenta l’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic. Entrambi in smoking, si siedono con Amadues per dare vita a un piccolo talk nel quale hanno ricordato del primo incontro in campo, una testata di Ibra a Mihajlovic in un Inter-Juve. Uno scontro dal quale è poi nata un’amicizia. Impossibile non ricordare la malattia di Sinisa e la sua lotta con la leucemia. I due si uniscono quindi a Fiorello e Ama per cantare Vagabondo dei Nomadi: «In onore dell’origine svedese di Ibra, siamo gli Abbadeus», scherza Fiore. L’effetto è quello di un gruppo di ubriachi all’uscita di un’osteria: momento divertente. 

Riprende la gara con La Rappresentante di Lista e Donatella Rettore che con Splendido splendente trasformano il palco in dancefloor. E sotto con un altro duetto, Arisa e Michele Bravi omaggiano Pino Daniele, interpretando Quando. Si tengono stretti per mano reggendo insieme una rosa interamente bianca. L’interpretazione è intensa e sentita.

Questo l’ordine di uscita dei big


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