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(ANSA) – CATANZARO, 14 GEN – Smaltivano illecitamente rifiuti
speciali industriali e scarti della lavorazione del biodiesel.
    Con questa accusa i finanzieri del Comando provinciale di
Catanzaro, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di
Catanzaro e personale della Capitaneria di Porto di Vibo
Valentia, coordinati dal procuratore di Lamezia Terme, Salvatore
Curcio, hanno sottoposto a sequestro preventivo lo stabilimento
della società Ilsap di Lamezia, i terreni contaminati, per un
valore stimato di circa 150 milioni di euro, nonché 3,3 mln
quale profitto del reato. Inoltre sono stati interdetti tre
amministratori e il direttore dello stabilimento. I
provvedimenti, emessi dal gip Emma Sonni su richiesta di Curcio
e del pm della Procura di Lamezia Terme Marica Brucci, sono in
corso di esecuzione, oltre che in Calabria, anche in Lazio,
Basilicata e Puglia. La misura dell’interdizione dell’esercizio
di attività imprenditoriale nel settore dei rifiuti è stata
notificata a Roberto Martena, di 59 anni, di Roma; Giovanni De
Ninno (62), di Ferrandina (Matera); Leonardo Angelastri (38) di
Bari; Maurizio Martena (56) di Roma. Tra gli indagati vi è anche
un amministratore giudiziario, nominato dal Tribunale di Napoli
nell’ambito di un altro sequestro preventivo nei confronti di
Ilsap per falsi e truffa ai danni dello stato. Secondo
l’accusa venivano utilizzate una pompa sommersa e una pompa
mobile con le quali gli indagati avrebbero convogliato i
rifiuti, provvisoriamente accantonati nelle vasche, sul terreno
che circonda lo stabilimento, nella condotta fognaria consortile
Deca e nei canaloni che confluiscono a mare, nel Golfo di
Sant’Eufemia. Intervenuti con sequestri preventivi
dell’impianto, dei terreni e del canalone per contravvenzioni
ambientali, con l’ausilio di un consulente, il geologo Giovanni
Balestri, per l’accusa, è stato dimostrato l’inquinamento delle
acque alla foce del torrente Turrina, dove è stato misurato un
saggio di tossicità del 90-100%, in un’area sottoposta a vincolo
paesaggistico, ma anche la contaminazione dei terreni antistanti
lo stabilimento dove sono stati registrate elevate soglie di
concentrazione di idrocarburi pesanti, nonché di alluminio,
ferro e manganese. (ANSA).
   


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