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A caccia di vaccini. I governatori mordono il freno e chiedono al governo di lasciarli liberi nel tentativo di procurarsi direttamente presso le aziende le dosi necessarie che purtroppo al momento scarseggiano. Si prospetta un confronto duro nell’incontro fissato per oggi tra governo, regioni e il commissario all’emergenza, Domenico Arcuri, convocato dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia.

Il cronoprogramma stabilito da Arcuri nel dicembre scorso è irrealizzabile per mancanza di materia prima. L’ultima tegola piovuta sulla tabella di marcia è il caos sulle indicazioni per fascia d’eta per l’utilizzo di Astrazeneca. Sembrava ci fosse stata un’apertura degli esperti rispetto all’uso per gli over 55 ma ieri Aifa ha ribadito in un comunicato che «in attesa di ulteriori studi, l’indicazione per il vaccino AstraZeneca resta preferenzialmente per la popolazione tra i 18 e 55 anni e senza patologie gravi, per la quale sono disponibili dati più solidi». Dunque conclude Aifa, meglio attendere «maggiori evidenze sul rapporto beneficio/rischio del vaccino AstraZeneca prima di suggerirne la somministrazione nei soggetti di età più avanzata». Insomma non è il caso di somministrare proprio ai più fragili anziani e malati un vaccino che ha un’efficacia che non supera il 60 per cento mentre Pfizer e Moderna superano il 90. E infatti anche Svezia, Francia, Polonia e Germania si atterranno a queste indicazioni. Si tratta comunque di raccomandazioni non cogenti e quindi il rischio che in Italia poi le regioni si muovano in modo diverso è concreto viste anche le spinte autonomistiche che arrivano soprattutto dal nord.

Luca Zaia, presidente del Veneto, punta a procedere anche in autonomia nella caccia ai vaccini. «Ci stiamo muovendo a 360 gradi per trovare gli approvvigionamenti, cercando ossessivamente un canale per acquistare vaccini, perché non lo riteniamo un reato- dice Zaia- E il legislatore deve garantire questo, evitando di dover avere come interlocutore la Corte dei conti. Perché per noi comprare un vaccino, dalle case madri, è un elemento prudenziale». Per Zaia «il mondo è più fluido di quanto sembri sul fronte dell’acquisto dei vaccini e ci sono notizie, a livello internazionale, che si possa andare appunto ad acquistarli su canali free. Il problema oggi è che dobbiamo essere sicuri di farlo nella assoluta legalità».

Slla stessa linea il governatore del Piemonte Alberto Cirio. «Serve che ci diano i vaccini: capisco che ci siano difficoltà, che vanno anche al di là della competenza nazionale, ma, con l’esercito dei vaccinatori schierato e gli accordi fatti, è paradossale dover rimodulare per la terza volta il piano vaccinale perché non ci sono i vaccini ed essere impediti nel muoverci per cercarli per nostro conto -insiste Cirio- In Piemonte abbiamo poli farmaceutici sviluppati, che potremmo usare per andare alla ricerca del vaccino ma il governo vieta alle regioni di poter cercare per proprio conto. Siamo condizionati dalle consegne che arrivano da Roma».

Intanto in molte regioni sono state aperte le prenotazioni per gli over 80. Oltre 70mila quelle effettuate nel Lazio dopo il crash tecnologico di due giorni fa. «Quasi esauriti gli slot per il mese di febbraio, mentre sono disponibili le prenotazioni per marzo» spiega l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato. Anche in Campania sono già oltre 50mila le prenotazioni per gli over 80.

In dirittura d’arrivo l’accordo per un protocollo nazionale con i medici di famiglia per la campagna vaccinale confermato ieri in un incontro tra Arcuri, il ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e i medici di medicina generale. Ora mancano solo i vaccini.


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