Seleziona una pagina
Condividi

In un articolo in corso di pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, quattro ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) presentano uno studio su due quasar (quasi-stellar radio source) con masse pari a 10 miliardi di volte quella del Sole, dove hanno scovato getti relativistici nascosti, cioè ponti di materia lanciati dal disco di accrescimento di un buco nero a velocità paragonabili a quella della luce. I due oggetti si trovano a quasi 13 miliardi di anni luce da noi, e li vediamo com’erano quando l’Universo aveva circa 1 miliardo di anni (contro i 13,7 attuali).


Tullia Sbarrato, prima autrice dell’articolo e ricercatrice presso l’INAF di Milano

 

Dice Tullia Sbarrato, prima autrice dell’articolo e ricercatrice presso l’INAF di Milano: “Uno dei grandi misteri dell’astrofisica è come le più grandi strutture si formino nelle prime fasi di vita dell’universo. In particolare, osserviamo da più di vent’anni buchi neri supermassicci in accrescimento (quasar) con masse di qualche miliardo di volte la massa del Sole vivere ed evolversi nel primo miliardo di anni di vita dell’universo, eppure ancora non sappiamo come riescano ad assemblare così tanta massa in così poco tempo. Questo non è il solo interrogativo riguardante i quasar nell’universo giovane: un’altra questione aperta riguarda la presenza di getti relativistici in queste popolazioni primordiali. Soltanto il 10% di queste sorgenti è associata a getti di radiazione e materia in moto a velocità relativistiche che vengono generati ed accelerati nelle vicinanze del buco nero”.

Gabriele Giovannini, dell’INAF di Bologna e professore presso l’Università di Bologna: “Nonostante fossero ben nascosti e non si fossero lasciati intorno nessun indizio, entrambi questi quasar hanno dei getti relativistici, per di più decisamente potenti! è stata decisamente una bella sorpresa”. 


Fonte originale: Leggi ora la fonte


Condividi