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La previsioni sul prossimo futuro dell’epidemia di coronavirus sembrano incoraggianti, come spiega Matteo Bassetti ospite di Buongiorno benessere, in onda il sabato mattina su Rai1: “Credo che siamo veramente molto, molto vicini al picco. Potrebbe essere raggiunto nei prossimi giorni, o addirittura in alcune situazioni potrebbe già essere stato raggiunto“.

Il direttore della clinica Malattie infettive dell’ospedale san Martino di Genova ha sottolineato che il fatto di avere già l’80% di casi Omicron nelle corsie dei reparti potrebbe essere una buona notizia come lo è stato già in altri Paesi. L’Italia non dovrebbe fare eccezione in questo senso e, se l’infezione continuasse a progredire in questo modo “ragionevolmente nelle prossime 2 settimane non avremo altro che infezione da Omicron“.

L’arrivo della variante Omicron ha modificato in modo sensibile il rapporto tra infezioni e ospedalizzazioni, come ha sottolineato lo stesso Matteo Bassetti in diretta televisiva: “Abbiamo due curve che vanno di pari passo: la curva dei contagi che è cresciuta nelle ultime settimane in maniera esponenziale, molto ripida, e la curva delle ospedalizzazioni, che fortunatamente cresce in maniera lineare, molto meno velocemente rispetto ai contagi“.

In Italia persistono ancora casi di infezione Delta, anche se la contagiosità maggiore di Omicron sta rapidamente sostituendosi in tutto il territorio nazionale. Quando quest’ultima variante sarà non solo prevalente ma totale, allora “vedremo quali saranno gli effetti dal punto di vista clinico che è quello che ci interessa di più“. Dai dati attualmente in possesso e rivelati dall’Iss, la Basilicata è la prima regione ad avere una prevalenza del 100% della variante Omicron.

L’avanzata di Omicron, secondo Bassetti, ci deve portare a “vivere questa nuova fase, con il 90% di vaccinati, in maniera diversa rispetto al passato. Con la omicron la malattia è più blanda, somiglia più ad un’influenza e ad un raffreddore, questo avviene nella maggior parte dei casi“. Motivo per il quale, secondo il suo punto di vista, i tamponi “vanno fatti solo ai sintomatici“.

Da tempo, ormai, Matteo Bassetti chiede che anche dai vertici venga modificata l’impostazione di gestione dell’epidemia, dal momento in cui appare ovvio che “dobbiamo convivere con il virus“. Bassetti spiega che “dobbiamo vivere in maniera diversa, non continuare ad essere terrorizzati, a fare milioni di tamponi agli asintomatici, questa è una visione completamente errata che sta facendo il male dei pazienti e il bene del virus, perché ci sta tenendo in scacco. O noi diventiamo proattivi e gestiamo noi il virus oppure continueremo a farci governare dal virus ed è un errore clamoroso. Abbiamo creato la sindrome da Covid, ma psicologica. Gli italiani sono terrorizzati dai tamponi oggi, non dalla polmonite“.

Ed è proprio per queste ragioni che il professore insiste sulla necessità di modificare la diffusione dei bollettini, rendendoli almeno su base settimanale. Un invito che, però, non è stato colto dalle autorità sanitarie: “Dispiace che Cts e ministero della Salute non abbiano voluto recepire alcuni consigli che venivano dal campo. Non si ascolta quello che arriva dai medici sul campo, ovvero di cercare di cambiare la conta delle persone che sono in ospedale“. Secondo Matteo Bassetti, quindi, “continueremo ad avere questo bollettino giornaliero che non serve a nessuno. Non perché io non volessi il bollettino giornaliero, ma perché si voleva fare un bollettino più ordinato. Un bollettino estremamente disordinato è inutile perché c’è dentro un pò di tutto“.


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