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PALERMO – L’ultimo, clamoroso caso, il 2 gennaio, quando un incendio ha devastato il nido Peter Pan. Ma l’asilo del Cep, quartiere palermitano con più di un problema, era già stato oggetto di altri danneggiamenti, ben otto casi in tutto. Come tante altre scuole della città: trenta episodi in un anno, ha fatto i conti il Comune. Uno stillicidio di danneggiamenti, furti, atti di vandalismo, ai danni di undici strutture comunali: Aquilone, Braccio di Ferro, Ermellino, Girasole, Maricò, Morvillo, La Malfa, Pantera Rosa, Papavero, Peter Pan, Santangelo. Un elenco di nomi che dovrebbero richiamare giochi e sorrisi di bambini e che invece a Palermo richiamano una scia di atti criminali.

Furti e vandalismo

Il Peter Pan, che ospita 50 bambini, è stato avvolto dalle fiamme sabato. Dopo che nei mesi scorsi si erano già registrati furti e atti di vandalismo: vetri infranti, chiavi sparite, telecamere danneggiate, uno stereo trafugato. Fino ad arrivare all’incendio, che ha reso inagibile l’asilo. L’assessore comunale alla Scuola, Giovanna Marano spiega: «Stiamo studiando le modalità più adatte per assicurare una soluzione sostitutiva che garantisca continuità educativa ai piccoli e alle famiglie che frequentano il nido».

«Ladri di futuro»

Unanime il coro di condanne contro gli autori – si sospetta infatti l’origine dolosa del rogo, indagano i carabinieri – definiti «criminali e farabutti» dal sindaco Leoluca Orlando. Che ricorda come l’amministrazione si è mobilitata contro i «ladri di futuro» che prendono di mira le scuole palermitane, anche con manifestazioni pubbliche. «Oltre alla condanna», aggiunge il sindaco, «come in passato l’amministrazione sta rispondendo realizzando i necessari lavori e riaprendo l’asilo ai bambini prime vittime di questi farabutti».

Cosa c’è dietro

Ma cosa c’è dietro la raffica di danneggiamenti alle scuole palermitane? I carabinieri non pensano a una sorta di regia unica. «Sulla situazione specifica del Peter Pan ci sono indagini in corso», si limita a dire il colonnello Angelo Pitocco, comandante del Gruppo carabinieri di Palermo. Un’ipotesi investigativa rilanciata da alcuni organi di stampa locali porterebbe all’occupazione abusiva degli immobili delle scuole. In generale, la catena di eventi criminali si inquadra, secondo l’Arma, in un contesto di degrado diffuso. «Abbiamo registrato episodi in zone come Zen, Cep, Sperone e Brancaccio», spiega Pitocco. Quartieri difficili, insomma.

Forse non c’è una «regia» mafiosa

«A chi fa paura il riscatto sociale? Impedire agli abitanti di un quartiere di acquisire una propria autonomia attraverso l’istruzione fa pensare che dietro questi atti vandalici possa esserci una strategia mafiosa», dice Vito Lo Monaco, presidente del centro Pio La Torre. Ma al momento non ci sarebbero elementi che portano in quella direzione: «Buona parte degli episodi sono legati a furti, tanto che con il Comune si è elevato il livello di sicurezza della videosorveglianza, lavorando sulla prevenzione», spiega il comandante Pitocco, che esclude che al momento ci siano elementi che facciano pensare a una sorta di «regia unica», magari di stampo mafioso. Ma i «ladri di futuro», siano semplici ladruncoli o vandali, continuano a far male ai luoghi destinati ad accompagnare la crescita dei piccoli palermitani.

7 gennaio 2021 (modifica il 7 gennaio 2021 | 08:08)

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