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È iniziata poco prima delle 10:00 la quarta udienza preliminare a Catania nell’ambito del procedimento sul caso Gregoretti. Matteo Salvini, ex ministro dell’Interno accusato di abuso di ufficio e sequestro di persona, è arrivato nel capoluogo etneo in mattinata.

L’udienza, così come capitato nelle scorse settimane, ha avuto come sede il bunker del carcere di Bicocca. Oggi è atteso, tra gli altri, l’ambasciatore Maurizio Massari. Quest’ultimo sarà sentito dal Gip Nunzio Sarpietro, il quale nelle settimane precedenti ha già ascoltato diversi politici.

Dall’ex presidente del consiglio Giuseppe Conte, fino agli attuali ministri di Esteri e Interno, ossia Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese. Nell’udenza odierna, oltre alla deposizione dell’ambasciatore Massari è attesa la decisione su Luca Palamara.

Quest’ultimo è stato chiamato in causa dalla parte civile: “Abbiamo deciso di formulare la richiesta – aveva spiegato al termine dell’udienza del 19 febbraio scorso l’avvocato Viola Sorbello – perché la difesa di Salvini ha citato il passaggio del libro di Palamara in cui si afferma che il capo della Lega va fermato”.

Il libro in questione è quello scritto dal direttore de IlGiornale, Alessandro Sallusti, in cui viene descritto il sistema interno alla magistratura con il racconto dello stesso Palamara, ex capo dell’Anm.

“La nostra richiesta di sentire Palamara viene fuori dal libro di Sallusti – è la dichiarazione rilasciata poco prima dell’inizio dell’udienza odierna da Corrado Giuliano, avvocato di AccogliRete – in cui si definiscono determinati tipi di pressione rispetto alla magistratura sia in un senso che nell’altro”.

“Siccome – ha proseguito il legale sull’AdnKronos – qui bisogna fare chiarezza sino in fondo, secondo noi sentire Palamara, che stava dentro al sistema, può essere interessante anche per avere la contezza di quanto questo processo sia stato influenzato anche dalla posizione della Procura che in questo caso non gioca il ruolo di accusa”.

La decisione sull’ex numero uno dell’Anm potrebbe essere comunicata già oggi. L’attenzione comunque è in buona parte puntata su quello che ha detto l’ambasciatore Massari. Il Gip lo ha voluto ascoltare in quanto rappresentante dell’Italia nell’Unione Europea.

Potrebbe quindi essere una delle persone informate sulle trattative svolte dal governo Conte I per redistribuire in Europa i migranti a bordo della Gregoretti. La vicenda parte proprio dai giorni in cui il Viminale, guidato fino al settembre del 2019 da Matteo Salvini, ha negato lo sbarco delle persone giunte ad Augusta a bordo della Gregoretti.

Il leader della Lega ha sempre sostenuto che la sua è stata un’azione condivisa con il resto del governo, il cui obiettivo era quello di raggiungere un accordo in sede europea per la redistribuzione dei migranti prima di autorizzare lo sbarco. Salvini, come prova della sua posizione, ha sempre fatto riferimento a sette mail scambiate nei giorni del caso Gregoretti tra Palazzo Chigi e Farnesina.

Lo stesso numero uno del carroccio, giunto dinnanzi l’ingresso dell’aula bunker di Bicocca, ha affidato ai social le sue prime dichiarazioni: “La mia convinzione – ha dichiarato in una diretta Facebook – è che noi abbiamo rispettato le leggi, nessuno si è fatto male, ma abbiamo difeso il diritto degli italiani a difendere i propri confini”. L’udienza è terminata poco prima delle 13:00. A breve dovrebbero emergere i primi dettagli.


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