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A causa dell’epidemia di coronavirus, la scuola non è più un luogo di aggregazione e di socialità. Al di là delle regole imposte dal governo per ridurre il contagio all’interno delle aule, come la mascherina costantemente sul volto, i banchi separati e la ricreazione che si svolge da seduti, ogni scuola pare vada a braccio, per tentare di non cadere nella trappola della chiusura e dalla dad generalizzata. Sono tante le classi che in questi giorni sono costrette alla didattica a distanza a causa dei contagi e i dirigenti scolastici sembra abbiano sviluppato la propria inventiva per evitare l’ulteriore diffondersi del virus. Ne è un esempio la scuola di Castano Primo, dove una circolare inviata dalla direttrice ha scatenato l’ira dei genitori.

Il motivo? Nel documento redatto dalla scuola si invitano i genitori a convincere i bambini a non parlare durante la pausa pranzo in mensa. “In questo particolare momento di emergenza sanitaria essendo il pranzo il momento più delicato, si chiede ai genitori di supportare la scuola affinchè la mensa diventi il più possibile luogo sicuro di consumazione del pasto, sollecitando i bambini a limitare, se non abolire, le chiacchiere, in modo da poter continuare a garantire questo servizio“, scrive la direttrice Maria Merola nella circolare.

Evidente il disappunto dei genitori dei bambini, che hanno tra i 5 e i 10 anni, davanti alla richiesta della direttrice. Viste le indicazioni che provengono dal ministero dell’Istruzione, su consiglio del Cts, i genitori sottolineano che la mensa è l’unico luogo in cui i bambini possono chiacchierare e socializzare liberamente, senza mascherina sul volto. Eppure, l’indicazione fornita dalla preside della scuola primaria di Castano non è un’assoluta novità nell’universo scolastico degli ultimi mesi.

Sono già diverse le scuole che hanno fornito la stessa indicazione all’interno degli spazi adibiti a refettorio. Il motivo è sempre lo stesso: il rischio di contagio. Togliere la mascherina per consumare il pranzo è indispensabile ma espone i bambini e gli insegnanti a un maggiore rischio di contagio. Ridurre le chiacchiere significa ridurre questo rischio. È su queste basi che il sindaco di Castano Primo ha approvato la richiesta della direttrica scolastica, sottolineando che, in questo particolare momento storico, siano da preferire i luoghi all’aperto, soprattutto alla lue dell’elevata contagiosità della variante omicron.


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