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(ANSA) – NAPOLI, 23 GIU – Quattro arresti e settanta
perquisizioni in tutta Italia in una indagine, nata dopo gli
accertamenti sull’attentato di Berlino ai mercatini di Natale
del dicembre 2016, che ha preso avvio dall’analisi del circuito
di conoscenze e relazioni del terrorista Anis Amri. L’indagine
ha permesso di disarticolare un sodalizio criminoso che, negli
ultimi anni, ha supportato la produzione ed il recapito di
documenti italiani falsi a stranieri clandestini, di cui lo
stesso Amri era stato beneficiario. Nelle prime ore della
mattinata la Polizia di Stato ha dato esecuzione a 4 misure
cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di
Napoli. Nell’indagine coordinata dalla DDA di Napoli, gli agenti
della Digos della Questura di Roma e della Direzione Centrale
della Polizia di Prevenzione, coadiuvati dalle Digos delle
questure di Napoli e Caserta, hanno eseguito l’ordinanza di
custodia cautelare che dispone il carcere per tre persone, un
senegalese, un guineano ed un ghanese, e gli arresti domiciliari
per un quarto straniero del centro Africa, facenti parte di una
filiera dedita al falso documentale operante nelle province di
Napoli e Caserta. Uno dei quattro destinatari della misura
cautelare, grazie alla collaborazione dell’Autorità Giudiziaria
e della Polizia olandese, è stato rintracciato nella notte a
Rotterdam ed arrestato in virtu’ di un mandato di arresto
europeo richiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di
Napoli. Concorso in contraffazione, riciclaggio di documenti di
identità italiani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina
e ricettazione sono i reati contestati agli arrestati dall’A.G.
    partenopea. Nel mirino degli investigatori anche altre 70
persone, in gran parte di nazionalità tunisina e centro
africana, residenti in tutto il territorio nazionale, sottoposte
a perquisizione, dalle Digos territorialmente competenti,
essendo emerse a vario titolo nelle attività riconducibili
all’organizzazione criminale oggetto dell’indagine. Inoltre
l’attività si è concentrata su due tipografie di Napoli,
individuate quali centri di produzione dei documenti
contraffatti, e su un money transfert utilizzato per operazioni
finanziarie sospette. (ANSA).
   


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