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Bisognerà attendere la primavera per un ultimo saluto a Lara Facondi, la giornalista di 41 anni morta a Roma nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi per un tumore. I funerali laici non si sono potuti tenere causa covid, mentre con la bella stagione, e nella speranza della remissione del virus, l’obiettivo è di ricordarla durante una celebrazione a Barbarano, nella tuscia viterbese, dove aveva avviato un progetto integrato di arte, cultura e agricoltura sostenibile.

 Abruzzese di nascita ma romana d’adozione, aveva scritto per numerose testate, tra cui Paese Sera. In anni più recenti era approdata all’Associazione antimafie DaSud e all’Accademia Popolare dell’Antimafia e dei diritti, di cui era una delle anime, e per le quali raccontava dei numerosi progetti di riscatto dei più giovani cresciuti in contesti difficili e dei sogni dei ragazzi, collaborando anche nell’ultimo videodocumentario per Alveare Cinema.

Ha rappresentato anche IncontraDonna Onlus a Bruxelles alla conferenza sul tema Donna, Cancro, Lavoro, e per l’associazione si è occupata del Premio Letterario che continuerà a portare il suo nome. 


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