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First reaction: choc. Because…“, questo estratto di un vecchio video di Matteo Renzi è diventato virale nelle ultime settimane. Anzi, più che virale è diventato un vero e proprio meme usato, e spesso abusato, sui social. Perché il web funziona così, non dimentica e all’occorrenza ricorda, portando al successo ciò che, magari, appena successo non è stato più di tanto tenuto in considerazione. Il caso del video di Renzi, però, è ancora più interessante, perchè invece di perfere efficacia l’ha aumentata con un secondo video, un morphing realizzato con l’intelligenza artificiale, che ha dato ancora più forza al meme.

Impossibile stabilire chi sia stato a estrarre dal proprio archivio il video impolverato dell’intervista di Matteo Renzi alla BBC del 2016 ma di certo si sa che è stata riciclata per commentare l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio scorso. Immediata, ironica e perfettamente calzante con il sentimento provato davanti a quelle immagini, la brevissima clip accuratamente tagliata è stata condivisa migliaia di volte in pochi minuti. È passato quasi un mese da quel momento, di norma questi fenomeni tendono a sgonfiarsi in poche ore, al massimo qualche giorno. La “choc reaction” di Matteo Renzi resiste e, anzi, si moltiplica. Utilizzando una comunissima applicazione che sfrutta l’intelligenza artificiale, qualcuno ha trasformato Matteo Renzi in un bambino e il risultato è stato esilarante. Anche questo video ha conquistato i favori dei social ed è diventato virale, sovvertendo in parte le logiche di questo tipo di contenuti.

L’inglese maccheronico di Matteo Renzi è stato una costante delle critiche all’ex premier durante il suo incarico alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Un diversivo ironico per i critici dell’ex segretario del Partito democratico, che gli hanno sempre rinfacciato l’inadeguatezza a ricoprire determinati ruoli istituzionali interfacciati con l’estero, tra cui proprio quello del presidente del Consiglio. Il ritorno in auge di una clip vecchia di quasi 5 anni dimostra che gli italiani non dimenticano facilmente e che all’occorrenza sono pronti a ribadire le loro convizioni. Inoltre, fa sorridere come proprio dopo la nuova viralità dell’intervista della BBC a Matteo Renzi del 2016, sia emersa l’indiscrezione che il leader di Italia viva fosse interessato a un ruolo internazionale in cambio del rientro della crisi di governo, quando ancora sembrava possibile un dialogo tra lui e Giuseppe Conte.


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