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È un Roberto Mancini deciso e fiducioso quello che si presenta in sala stampa alla vigilia della semifinale di Nations League in programma domani sera alle 20,45 contro la Spagna. «L’obiettivo è sempre quello di vincere, vogliamo farlo anche domani per continuare continuare a migliorare il record di 37 risultati utili consecutivi», le parole del tecnico di Jesi.

A separare gli Azzurri dalla finale in casa, a San Siro, c’è la Spagna di Luis Enrique, in quella che somiglia molto ad una rivincita della semifinali di Euro 2020, in cui le Furie Rosse si arresero solo ai rigori. Mancini ha parlato di quella partita sottolineandone le difficoltà incontrate: «Abbiamo sofferto in quella gara, era una semifinale e la Spagna ci mise in difficoltà sul possesso, lo fanno da 20 anni e su questo sono più avanti di noi. Dobbiamo migliorare questa situazione di gioco, essere più veloci» le sue parole. Luis Enrique, dal canto suo, era andato all’attacco in conferenza stampa, sottolineando che prima o poi la striscia di imbattibilità si sarebbe arrestata, ma Mancini ha rilanciato:« Ha ragione, prima o poi perderemo, ma noi non vorremmo farlo prima del Mondiale in Qatar, a dicembre 2022».

Le difficoltà per il tecnico campione di Europa riguardano le assenze e il poco tempo a disposizione per preparare la gara, visto che gli Azzurri si sono radunati a Coverciano soltanto ieri mattina, a due giorni dalla partita. Mancheranno infatti i due centravanti campioni d’Europa, Immobile e Belotti, entrambi alle prese con degli infortuni. «In attacco abbiamo un po’ di problemi, ma ci sono Kean, Raspadori e molti giocatori offensivi. Vedremo quale sarà la soluzione migliore», ha dichiarato Mancini.

Interrogato sulla possibilità di schierare Federico Chiesa da punta centrale, Mancini non si è esposto: «Non so se lo può fare, probabilmente nel tempo sì, come contro il Chelsea». 

Spazio anche per un commento sulla mancata chiamata di alcuni giovani dell’under 21 che si stanno mettendo in mostra, Sandro Tonali tra tutti:« È giusto così, hanno due partite importanti», ha concluso Mancini.

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