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Piogge torrenziali e venti di burrasca hanno flagellato molte regioni creando non pochi problemi sulle coste, con mareggiate violente che hanno mandato in tilt i collegamenti marittimi. Ma soprattutto nelle ultime ore è venuta giù una massa considerevole di neve che ha provocato slavine e valanghe. E sono state proprio queste ultime a tenere tutti col fiato sospeso. Nel pomeriggio una di grandi dimensioni si è staccata a Monno, nel Bresciano, a quota 2.300 metri, travolgendo un alpinista che è stato estratto dalla neve e portato in codice rosso con l’elisoccorso all’ospedale di Bergamo dove è morto poco dopo. Sempre in giornata un altro scialpinista è rimasto ferito dopo essere stato colpito da una valanga, seppur di piccole dimensioni, sulle Alpi liguri; un secondo scialpinista invece è riuscito ad allontanarsi.

Sulle Dolomiti l’allerta era rimasta ‘Forte’ (grado 4), vale a dire al livello massimo di pericolo, per tutto il giorno. Subito l’Arpav, l’Agenzia regionale per l’ambiente del Veneto, ha fatto sapere che nelle prossime ore saranno possibili ulteriori nuovi distacchi, anche di grandi dimensioni che in qualche caso potranno raggiungere anche il fondovalle. Tanta neve anche sull’Appennino emiliano, in particolare al confine con la Toscana, nel Modenese. Ma l’Emilia-Romagna è stata messa a dura prova anche dalle piogge, con una allerta arancione che continua a interessare la pianura bolognese e modenese, dove stanno defluendo le piene dei fiumi. In Toscana gran lavoro dei vigili del fuoco chiamati per alberi caduti o pericolanti, coperture divelte e danni da acqua, anche se non si sono registrati feriti. Le province più colpite sono state quelle di Pisa e Lucca.

Roma, insieme a un pò tutto il Lazio, ha sofferto particolarmente l’ondata di maltempo: allagamenti si sono verificati in diverse zone della città e sono state chiuse le banchine sul Tevere. Tantissime le strade, anche a grande scorrimento, rimaste allagate, in particolare nelle zone attorno a via Collatina, via Cristoforo Colombo e via Laurentina.

In Campania, dove i venti hanno raggiunto velocità anche di 40 nodi, si è provveduto a sospendere le corse dei mezzi veloci, sia per Pozzuoli che per Napoli. Ancora in Campania, questa volta nel Salernitano, a causa del maltempo é stata chiusa per frana una strada comunale montana che collega i comuni di San Pietro al Tanagro e San Rufo. Nel comune di Cervinara (Avellino) il maltempo ha provocato l’esondazione del torrente Cardito a valle del centro abitato. Quindici volontari della Protezione civile sono dovuti intervenire con mezzi speciali per consentire l’evacuazione di tre famiglie rimaste intrappolate a causa del maltempo. Danni anche in Sicilia: un grosso albero secolare si è spaccato a villa Sperlinga, a Palermo, a causa del maltempo e un enorme ramo è piombato al suolo. Ancora a Palermo il maltempo ha interrotto le attività dello screening anti-covid alla Fiera del Mediterraneo di Palermo, decisione presa per motivi di sicurezza, ma anche per l’alto tasso di umidità che avrebbe potuto alterare la sensibilità dei tamponi antigenici.

   


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