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Milano. Quasi tutti minorenni e incensurati. E secondo le analisi delle forze dell’ordine, animati dal desiderio insopprimibile di emergere, lasciare una impronta della loro presenza e del loro passaggio in una determinata zona, esercitando un sopruso, una supremazia, del tipo «mi piglio quello che voglio e voi zitti». Da quando imperversa il Covid – con l’isolamento e la restrizione dei rapporti umani, quelli veri, tangibili – tra i ragazzini della provincia di Milano e della Brianza ormai ogni pretesto è buono per sfogarsi e menare le mani. Con filmato di rigore poi postato sui social a suggellare l’evento e fare da grancassa perché, si sa, questi video sono destinati a diventare virali. Figlia di questi rivoli sociali deviati del coronavirus la rissa tra ragazzini – rigorosamente aliena dall’utilizzo della mascherina – aveva fatto capolino già qualche mese fa al sorgere delle tenebre in qualche paesotto del Milanese, seguendo un copione ben preciso: ci si dava appuntamento sulle piattaforme online per finire dal mondo virtuale a quello fin troppo realistico delle piazze principali, dei piazzali davanti alle stazioni ferroviarie, oppure in quelli dei centri commerciali chiusi, per inscenare risse (senza mai farsi troppo male) con conclusivo fuggi fuggi all’arrivo delle forze dell’ordine.

Così è andata sabato scorso con il rave party lungo la Darsena a Milano e i 15 giovani identificati dopo una rissa a Seregno, in Brianza, poi di nuovo sotto la Madonnina, il giorno successivo, con una raffica di pallottole a salve sparate da un sedicenne e dai suoi amichetti con pistole giocattolo in un parco pubblico, in mezzo ad adulti terrorizzati. Una escalation di paura che mercoledì pomeriggio ha avuto il suo picco ancora una volta in Brianza nel centro storico di Desio, centro industriale del tessile che sfiora i 50mila abitanti a nord di Monza. Dove stavolta è spuntato persino un machete. Con i due contendenti principali e il contorno di un centinaio di ragazzi e ragazze, la maggioranza minorenni. Chi attivo, nel momento più caldo della rissa, chi come semplice spettatore.

Naturalmente previo appuntamento lanciato su Instagram e poi concretizzatasi in pieno centro. Il bilancio della rissa parla di un ferito un giovane colpito alla testa e finito in ospedale in codice giallo e cinque ragazzi fermati e portati in caserma. Molti altri, la maggioranza, sono riusciti a dileguarsi. È stato necessario però l’intervento di sei pattuglie della locale compagnia dei carabinieri che hanno anche multato i ragazzi con la sanzione da 400 euro per il mancato rispetto delle norme anti Covid.

Sfidanti principali, pare per una ragazza, due giovani intorno ai 20 anni, entrambi di origine straniera, entrambi con pitbull al guinzaglio.

Che prima si sono minacciati su Instagram, surriscaldando l’atmosfera e quindi sono arrivati in piazza Conciliazione, nel cuore di Desio, non prima però di aver coinvolto le rispettive bande, una del posto, l’altra arrivata dai comuni milanesi di Sesto San Giovanni e di Cinisello. Dopo che le provocazioni si sono trasformate in minacce di morte vere e proprie e dagli insulti vomitati a raffica si era passati a esibire le armi, machete in primis, si è scatenato l’inferno. E hanno cominciato a volare mazze da baseball, bastoni, bottiglie di birra e sassi, molti dei quali hanno sfiorato più di qualche testa «incolpevole» di testimoni casuali di quel che stava succedendo.

Terrorizzati i negozianti della zona, i passanti e i residenti di un centro che purtroppo da tempo è un mini Bronx dove si spaccia e sovente nascono risse tra balordi.


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