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(Adnkronos)

Lombardia zona rossa da domani, domenica 17 gennaio, fino al 31 gennaio. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l’ordinanza che posiziona la regione nella fascia più alta di rischio Covid. In arrivo, però, un ricorso della regione. “Dopo il provvedimento del ministro Speranza, che ha deciso di collocare la Lombardia in ‘zona rossa’, la Regione, come preannunciato dal presidente Attilio Fontana, lunedì mattina presenterà ricorso al Tar contro il provvedimento, con richiesta di misura cautelare urgente”, fa sapere in una nota la regione Lombardia.

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Il vicepresidente ed assessore al Welfare, Letizia Moratti, invita il ministro della Salute a sospendere con effetto immediato l’ordinanza in quanto l’incertezza dei dati non aggiornati alla base della decisione non legittimerebbe un provvedimento restrittivo di questo tipo. “Inoltre, chiedo al Ministro Speranza – spiega Moratti – la revisione dei criteri da parte dei tecnici ministeriali in quanto ci sono ben altre regioni con rischi superiori a quelli della Lombardia non collocate in zona rossa”.

“Sollecito il Ministro Speranza – rimarca Moratti – a valutare la reale situazione, perché in altre regioni del Paese il rischio di contagiosità è palesemente superiore a quello lombardo. Si tratta di una pericolosa sottovalutazione, come attesta il dato aggiornato dell’incidenza dei positivi al Covid in quest’ultima settimana, che espone la popolazione di quelle regioni a un rischio di propagazione dell’infezione più marcato di quello lombardo”.

“Non ho mai fatto polemica con nessun presidente di Regione né assessore, non lo farò neanche in questa occasione”, è stato il commento del ministro Speranza, intervenuto a ‘Stasera Italia Weekend’ su Rete 4.

“Ogni volta che firmo delle ordinanze, producendo delle chiusure che sono indispensabili al paese secondo la nostra comunità scientifica, ci sono sempre per qualche giorno delle tensioni ma quello che conta è che dopo qualche settimana la curva si abbassa, si riducono le persone che perdono la vita e quindi alla fine sono scelte giuste. Ne abbiamo bisogno perché l’epidemia è ancora in una fase espansiva, abbiamo numeri che sono ancora molto significativi e le misure sono l’unico strumento per costruire una risposta efficace”, ha aggiunto Speranza.

Da parte delle Regioni, ha osservato, ”c’è una interpretazione spesso sbagliata, come se ricevere una misura fosse una punizione. E’ invece una scelta necessaria che prende atto di numero tecnici e scientifici. I numeri ci dicono che se come la Lombardia hai un Rt a 1.4 c’è bisogno di misure rigorose, altrimenti la situazione sfugge di controllo. Dobbiamo lavorare, le polemiche non servono a nulla ma le misure purtroppo servono, sono sacrifici indispensabili per tenere la curva sotto controllo”.



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