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Caro Direttore Massimo Giannini,

vorrei evidenziare alla Sua attenzione la questione dei lavoratori fragili, per i quali la legge di bilancio 2021 – n.° 178 del 30/12/2020 all’arto. 481 prevedeva tutele sanitarie fino al 28 febbraio 2021.

Trattasi delle tutele a suo tempo stabilite dall’art 26 comma 2 e 2 bis del cd. “Decreto cura Italia”, per le quali i lavoratori fragili sono in attesa di una proroga, in considerazione degli urgenti  provvedimenti restrittivi sugli spostamenti assunti in sede di Consiglio dei Ministri e dell’imminente Dpcm, motivati dall’incremento dei contagi in atto, anche a causa delle numerose varianti del virus.

Finora non è stata data alcuna informazione circa provvedimenti del Governo,in merito alla  proroga dell’equiparazione al ricovero ospedaliero (codice Inps V07) dell’assenza dal servizio dei lavoratori fragili, al fine di sottrarli al  pericolo di contagio, o alla alternativa dello smart working laddove possibile.

Inutile sottolineare che si tratta un vulnus normativo le cui conseguenze ricadrebbero sui lavoratori fragili. Attualmente, scaduta la previsione normativa di cui al citato art. 481 della legge di Bilancio, i malati di tumore, i chemioterapici, gli affetti da artrite reumatoide, gli immunodepressi, i tutelati dalla legge 104/92, sebbene siano stati dichiarati  inidonei al servizio a causa della pandemia in atto; con certificazione degli uffici sanitari delle AA.SS.TT o del medico competente, sono una condizione di assenza di tutele sanitarie, dato che non risulta ad oggi che  il governo abbia prorogato gli effetti del citato Art. 481/legge 178/2020.

Nonostante i numerosi e accorati appelli al riguardo:

Mi pare doveroso segnalare questa situazione che definire incredibile  è pari ad usare un eufemismo: se un lavoratore fragile certificato inidoneo dalle strutture sanitarie,  rientrando in servizio contrae il Covid (tenuto conto dell’aggravante delle varianti) potrebbe profilarsi una fattispecie di rilievo penale, per omessi provvedimenti di tutela sanitaria.

Cordiali saluti

Francesco Provinciali

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Mio padre e mia madre leggevano La Stampa, quando mi sono sposato io e mia moglie abbiamo sempre letto La Stampa, da quando son rimasto solo sono passato alla versione digitale. È un quotidiano liberale e moderato come lo sono io.

Mario

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Perché mio papà la leggeva tutti i giorni. Perché a quattro anni mia mamma mi ha scoperto mentre leggevo a voce alta le parole sulla Stampa. Perché è un giornale internazionale.Perché ci trovo le notizie e i racconti della mia città.

Paola, (TO)

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Leggo La Stampa da quasi 50 anni, e ne sono abbonato da 20. Pago le notizie perché non siano pagate da altri per me che cerco di capire il mondo attraverso opinioni autorevoli e informazioni complete e il più possibile obiettive. La carta stampata è un patrimonio democratico che va difeso e preservato.

Anonimo

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Ho comprato per tutta la vita ogni giorno il giornale. Da due anni sono passato al digitale. Abito in un paesino nell’entroterra ligure: cosa di meglio, al mattino presto, di…. un caffè e La Stampa? La Stampa tutta, non solo i titoli….E, visto che qualcuno lavora per fornirmi questo servizio, trovo giusto pagare un abbonamento.

Sandro, Garlenda (SV)



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