Seleziona una pagina
Condividi

(Adnkronos)

E’ arrivata questa mattina alle 11 all’aeroporto di Roma Fiumicino la salma di Marco Celeste, il 36enne originario di Brindisi morto in un carcere spagnolo il 30 dicembre scorso, secondo quanto accertato dalle autorità iberiche per suicidio. Ieri l’avvocato Giacinto Epifani ha depositato, su incarico della famiglia, alla Procura della Repubblica della città pugliese una denuncia-querela contro ignoti perché la salma sia sequestrata e sottoposta ad autopsia per accertare le cause della morte. Celeste risiedeva a Ibiza da 4 anni dove lavorava come muratore. Nell’estate scorsa, il 26 giugno, è stato arrestato e sottoposto a custodia cautelare in carcere per incendio doloso di una pineta.

“La famiglia – spiega l’avvocato Giacinto Epifani all’Adnkronos – nutre molti dubbi sulle cause della morte che vanno chiariti. E chiede che sia effettuata una autopsia per stabilire se ci sono segni di autolesionismo sul cadavere. Per questo ha presentato una denuncia contro ignoti. Qui non sta accusando nessuno”, tiene a precisare. Il giorno prima della morte Celeste, che sarebbe stato sul punto di essere scarcerato, in attesa del processo, ha telefonato in video chiamata alla madre. “Dalla telefonata –riferisce l’avvocato – sembrava che stesse bene. La mamma non riesce a darsi una spiegazione”. Pare che l’uomo fosse intenzionato a rientrare in Italia.



Fonte originale: Leggi ora la fonte


Condividi