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FITNESS. Una donna ultranovantenne mi dice di non essere più adeguata. Le domando a che cosa. E lei a questa vita, ai suoi ritmi, al fatto che tutto quello che ho imparato negli anni non serva più. E’ ancora lucida, vorrebbe contare e dichiara: “nessuno mi ascolta”. In questi anni si dà molta importanza alla forma del corpo, alla sua cura sia nelle palestre che all’aperto. In tempi nei quali l’immagine è al centro dell’attenzione, di una conversazione in tv non si percepisce a volte neppure il tema. Si guarda all’apparire, al vestito, a come il soggetto in esame si muove, non a quello che dice: “ti ho visto in tv “ è un luogo comune. C’era un tema? In Quaresima si parla anche di digiuno. Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di cura dimagrante o appunto di fitness. L’obiettivo è piacere a Dio: “e il Padre tuo che vede nel segreto…”. Il digiuno cristiano è sempre associato a una seconda forma di impegno quaresimale, l’elemosina. Mi tolgo qualche cosa per donarlo ad altri. C’è un digiuno non solo della bocca ma anche degli occhi, dei sensi, dei sentimenti. In questi ultimi anni si è accentuata la raccolta di cibo che verrebbe scartato, perché in scadenza o non ben confezionato e che non potrebbe più essere proposto in un supermercato. In tempo di pandemia funziona come non mai. La lotta allo spreco, tanto più se finalizzata alla condivisione, è un segno di progresso sociale. Il riciclo è un modo per ridurre il numero degli oggetti che ha superato il numero degli abitanti nel mondo. Le cose non ci devono sommergere, ma essere a disposizione. Sono incuriosito dal nuovo ministero della Transizione ecologica di Draghi. Spero che si collochi in questa ricerca di riconversione di stili di vita. Un affare titanico, ma anche una visione. —

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