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Niente vaccino, niente attività agonistica di gruppo. Nuova e avvincente puntata della telenovela Kyrie Irving, l’All Star Nba che non vuole vaccinarsi anche a costo di perdere 17 milioni di dollari a stagione: i Brooklyn Nets lo hanno sbattuto fuori squadra a una settimana dall’avvio del campionato. «Vista l’evoluzione della situazione e dopo aver ragionato e deliberato su di essa, abbiamo deciso che Kyrie Irving non giocherà e non si allenerà con la squadra fino a quando non sarà in grado di prenderne completamente parte», le parole del gm Sean Marks. Per rientrare nel gruppo servirà il vaccino, sempre rifiutato e avversato pubblicamente da Irving. «Kyrie ha compiuto una scelta personale e noi rispettiamo il diritto individuale di prendere una tale decisione. Ma al momento questa sua scelta però restringe la sua possibilità di essere parte a tempo pieno del gruppo e noi non permetteremo che nessuno dei componenti della squadra lo sia soltanto in maniera part-time», la chiosa del comunicato dei Nets che sancisce una rottura con l’ex stella di Cleveland e Boston. E molto probabilmente, con il mercato Nba ancora aperto e in caso di assoluto diniego alla vaccinazione, anche di Brooklyn in tempi neanche troppo lontani.

I Nets, come i cugini New York Knicks, sono sottoposti a regole sanitarie più stringenti rispetto alla maggior parte delle altre franchigie: le autorità di New York, ma anche quelle di San Francisco per i Golden State Warriors, hanno vietato l’accesso alle arene Nba ai non vaccinati, sia tra gli spettatori che i giocatori. Vaccino quasi obbligatorio per tutti, ma non per il no-vax convinto Irving. Così certo di continuare la sua battaglia da non spaventarsi davanti al rischio di perdere quasi 17 milioni di dollari, ovvero la somma dei 380mila dollari di multa (1/92 a partita) per ognuna delle 43 gare non giocabili da non vaccinato, in tutta la stagione. E che, nei giorni scorsi, si era pure visto recapitare il permesso di allenarsi con il resto della squadra in palestra «in quanto luogo privato e non pubblico». L’ultima mossa dei Nets, però, mette Kyrie Irving spalle al muro: niente vaccino, niente lavoro sui parquet della Nba.


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