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Vogliono essere giudicati con rito abbreviato Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, i due revisori della Lega in Parlamento accusati di peculato e turbata libertà nella scelta del contraente, nell’inchiesta sulla Lombardia film commission.
La richiesta è stata depositata oggi dal loro avvocato Piermaria Corso. Una scelta che, tra l’altro, con il partito al governo, garantisce loro non solo lo sconto di un terzo della eventuale pena, ma anche un processo rapido e a porte chiuse. Non ha ancora fatto richiesta di abbreviato, ma ha tempo fino a domani, il cosiddetto “elettricista della Lega” Francesco Barachetti. Per tutti e tre il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il pm Stefano Civardi avevano chiesto e ottenuto il processo con rito immediato già fissato per il 15 aprile, saltando quindi l’udienza preliminare.
I due consulenti della Lega, colleghi di studio del tesoriere Giulio Centemero, ai domiciliari da settembre, sarebbero, con il commercialista Michele Scillieri, gli ideatori della compravendita gonfiata del capannone di Cormano sede della Fondazione, acquistato con 800 mila euro di soldi della Regione. Soldi pubblici che poi, secondo le accuse, tutti gli indagati si sono spartiti. Per la vicenda hanno già patteggiato Scillieri (3 anni e 4 mesi) e i due presunti prestanomi Fabio Barbarossa (2 anni e un mese) e Luca Sostegni (4 anni e 10 mesi).


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