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In sole nove ore, ieri sera, la raccolta fondi per la piccola Martina superava i 30mila euro. Quasi 700 persone avevano donato denaro per il futuro della figlia di 5 anni di Fabrizio Marchi e Valeria Coletta, la coppia milanese precipitata domenica in un dirupo vicino al passo della Presolana, in provincia di Brescia. L’iniziativa «Regaliamo a Martina un futuro» è stata lanciata su Facebook da un gruppo di amici della coppia.

«Un percorso di vita interrotto da un tragico incidente – si legge sulla piattaforma GoFundMe, utilizzata per la raccolta -, due vite spezzate all’improvviso senza un motivo, che lasciano un vuoto incolmabile. Fabry e Vale stavano costruendo, programmando e progettando un futuro radioso per la loro famiglia e la loro bambina. Questa raccolta nasce per continuare a perseguire la missione di vita di Fabry e Vale, regalare alla loro figlia un futuro felice esattamente come i due genitori avrebbero voluto fosse. Tutto il ricavato verrà devoluto alla famiglia ed utilizzato per sostenere la figlia della coppia nel suo percorso di vita. Servirà per aiutarla ad avere il miglior supporto per affrontare questa situazione ed un futuro migliore». L’obiettivo è raggiungere 50mila euro. La piccola, che era con i genitori e ha assistito all’incidente, è affidata ai nonni.

Fabrizio e Valeria, 40 e 35 anni, erano andati in montagna sabato con la loro bambina e una coppia di amici. Lui lavorava in una azienda farmaceutica, lei, di origini pugliesi, in una finanziaria. Domenica erano usciti per un’escursione sul percorso che conduce al belvedere del «Salto degli sposi», non particolarmente difficoltoso e molto frequentato soprattutto d’estate. La coppia amava viaggiare, ma la loro vera passione era appunto la montagna. Ci andavano spesso ed erano escursionisti esperti. Conoscevano anche quel sentiero, lo avevano percorso altre volte. Arrivati a un punto a circa 1.200 metri di altitudine, in parte innevato, Valeria Coletta è scivolata probabilmente su una lastra di ghiaccio nascosta. Il marito ha cercato di afferrarla e i due sono precipitati insieme per 200 metri. La bambina li ha visti cadere e per fortuna è stata subito soccorsa dagli amici. Per i coniugi invece non c’è stato nulla da fare. Gli escursionisti non avevano una attrezzatura specifica da alta montagna. Non ci sono dubbi sulla dinamica dell’incidente, non è neppure stata disposta l’autopsia. Il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) ha lanciato un nuovo appello alla prudenza a chi va in montagna. «Dal primo gennaio di quest’anno sono 29 le vittime, l’anno scorso nello stesso periodo erano state 30», dice all’Adnkronos il portavoce Walter Milan. Ma gli interventi effettuati sono stati molti meno: 500 contro 1.500. Significa, continua l’esperto, che «mediamente gli incidenti quest’anno sono stati più gravi».


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