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Tutta l’Italia seguì lo scorso agosto, quando il Covid sembrava aver concesso una tregua, le ricerche e le indagini che seguirono alla scomparsa di Viviana Parisi e Gioele Mondello. Oggi, il marito della donna e padre del bambino, Daniele Mondello, «chiede aiuto» sui social network invitando a firmare una petizione che dica no all’archiviazione dell’indagine come caso di omicidio-suicidio.

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La raccolta di firme

Daniele condivide il link della raccolta di firme sulla sua pagina facebook: «Il giallo di Viviana e Gioele….un NO! alla chiusura delle indagini come omicidio (figlicidio) e suicidio e l’archiviazione del caso», si legge nella petizione on line. «Viviana amava all’infinito il suo bambino e accusarla di omicidio sarebbe ucciderla due volte… non vogliamo una soluzione di comodo ma la verità sulla loro morte… Unitevi al nostro obiettivo affinché chi studia il caso senta il nostro grido di giustizia per due anime belle ed innocenti». Così il testo condiviso dal marito di Viviana, che come il resto della famiglia non ha mai creduto che la dj torinese abbia dato la morte al bambino di quattro anni.

Il caso

Viviana e Gioele scomparvero dall’autostrada Palermo-Messina la mattina di lunedì 3 agosto. La donna era uscita da casa sua a Venetico, un piccolo centro vicino a Messina. L’auto su cui madre e figlio viaggiavano ebbe un incidente in una galleria all’altezza di Caronia, molto oltre la meta che Viviana aveva comunicato al marito. Dopo lo schianto, la donna e il bambino furono visti sparire nelle fitte campagne attorno all’autostrada. Si apprese che Viviana Parisi aveva sofferto di problemi psicologici. Il cadavere della donna vene ritrovato l’8 agosto vicino a un traliccio, quello del bambino il 19 agosto, abbastanza lontano. L’indagine condotta dalla procura di Patti non avrebbe individuato possibili responsabilità di terzi. Ma il papà di Gioele chiede che non sia posta la parola fine alla ricerca della verità.

3 gennaio 2021 (modifica il 3 gennaio 2021 | 10:53)

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