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Tatuato, nerboruto, macho sotto ogni profilo. Ed eccolo che si scioglie in lacrime come un bamberottolo dell’asilo, sul famoso palco dell’Ariston. Piange Fedez e immagino che, con lui, piangano commossi i suoi tanti fan.

Se Fedez ha incontrato l’amore di tante persone, significa che, oltre che le sue canzoni, a piacere è lui. Lui che si inginocchia, di nuovo sul un palco, e davanti a 22.000 spettatori dal vivo, all’Arena di Verona, per regalare a tutti quanti la sua non più privata richiesta di matrimonio. Fedez, che i milioni di followers vedono ogni giorno nelle situazioni più intime che ci siano, tra letto, baci, bisticci matrimoniali, e manca solo, per ora, il gabinetto. Fedez, immagino che tanti lo sentano «uno di noi». Con parecchi milioni di euro l’anno in più, ma in fondo, pensiamo, la gente di spettacolo questa montagna di denaro se la merita per il talento e la fatica che costa essere famosi. Anche se resto dell’idea che la miniera o la corsia di ospedale o la casa di un supermercato siano molto più stancanti del fronteggiare la fama e la paura di perderla.

Insomma, l’uomo duro al comando dei fans ( status condiviso con la fatina del business Chiara Ferragni e il loro piccolino, che non può scegliere ancora ma viene messo in squadra-spettacolo anche lui) ha pianto. Anche gli uomini piangono, si sa. Da circa trent’anni. Anche gli uomini cominciano a abbandonasi alla tempesta dei sentimenti.

E tuttavia, del pianto di Fedez, non mi è piaciuta la spiegazione. «Piango perché vivo da mesi in lockdown con una donna incinta e forse abbiamo gli ormoni sincronizzati». Ovvero, l’uomo duro campione di incassi si nasconde dietro il pancino\pancione della moglie. Dipinta come la solita donna incinta piagnucolona. No. Proprio no. Assolutamente no, signor Fedez.

Lei piange per i fatti suoi, piange perché forse non regge più l’incubo della vita h24 in pasto al suo pubblico. Piange perché si è slogato una caviglia, perché non ha digerito, perché ha una cipolla in tasca. Ci dia una ragione che non sia il reiterare un luogo comune che sta in cima all’elenco delle frasi che noi donne non vogliamo più sentirci dire.

O no?

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