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(Adnkronos)

“Le elezioni sarebbero una sciagura, ma alla fine questa cosa che le elezioni non si possono mai fare non deve diventare motivo per ingoiare tutto, sarebbe il massimo della subalternità ingoiare tutto in nome della considerazione delle elezioni come colpo di Stato”. Lo ha detto Goffredo Bettini nel suo intervento all’attivo della federazione provinciale di Roma del Partito democratico.

“Le elezioni? L’ultima soluzione, io penso non si possa andare comunque ai cittadini senza aver affrontato almeno in parte le emergenza, ma se l’agibilità è maggiore non devono essere considerate un colpo di Stato, una sciagura sì perchè io penso che dobbiamo andare avanti fino all’ultimo, ma non fino a decapitare il Pd”, ha sottolineato il dirigente dem.

“La crisi è incomprensibile ma non dal disegno politico di Renzi. La vera strategia di Renzi è stata fin dall’inizio ridurre il Pd al 6% come i socialisti francesi e fare Macron. Questa roba non ha funzionato, quello spazio che lui immaginava non c’è stato”, ha aggiunto. ” Calenda, Renzi e la Bonino hanno potenzialmente un’area del 10% e rompono le scatole, questo è il punto. Renzi ha visto una sua crisi politica e ha rotto per questo, coerente con la sua impostazione di fondo, fallita, per riaprire i giochi, avere più protagonismo, rompere uno schema funzionale anche al futuro tra Pd, M5s e Leu”, spiega il dirigente.

“Renzi ha voluto determinare una frattura ed è entrato in una contraddizione ridicola. Gliel’ho detto personalmente, hai fatto un casino, hai rotto un percorso coerente e poi hai detto chiamateci. Ma che serietà, che coerenza ha una politica di questo genere?”, aggiunge. Bettini è categorico quando si parla della possibilità di riaprire a Renzi: “Ora cosa si può fare, riaprire il dialogo con Renzi? Non so quale credibilità può avere. La politica non esclude alcuna verifica ma io la ritengo una strada sbagliata, ci metterebbe ancora più nei guai e se fosse determinante Renzi tra due settimane ci sarebbero le stesse fibrillazioni. Renzi è una garanzia di instabilità, non di stabilità”.



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