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(Adnkronos)

“Non ho la certezza ma è probabile che il Veneto andrà in zona gialla“. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa.

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“Oggi è giornata di valutazioni delle Regioni da parte dell’Iss. In Veneto abbiamo 29 giorni di calo delle curve, un calo repentino e da un certo punto di vista anche inspiegabile”, ha spiegato avvertendo che “Il giallo scatterebbe da lunedì”.

In ogni caso, il governatore del Veneto ha spiegato che “non ci saranno in programma nuove ordinanze della Regione, ci adeguiamo alla zona che ci verrà attribuita – ha detto Zaia – ma, il nostro quadro epidemiologico non è un ‘liberi tutti’, non si può pensare che sia finita”, ha ammonito.

“Avete visto cosa è successo: la Ue ha modificato tre volte in 48 ore la zona per il Veneto, siamo passati da una classificazione maccheronica della zona rosso scuro, basata su parametri vecchi e non condivisibili, a una prima revisione con una zona non più rosso scuro e poi a una nuova mappa dove il Veneto è verde, e fra i pochissimi in Europa, con un tasso di incidenza inferiore al 4%”, ha sottolineato Zaia.

“L’Europa può disegnare mappe quando dimostreranno che c’è un’unità di misura uguale per tutti: non esiste un parametro che si basi su un tot di tamponi alla settimana su un tot di popolazione. I dati non sono uniformi, quindi non sono confrontabili fra di loro. E quindi, non si può bloccare nulla, non si possono bloccare le frontiere, se non ci sono parametri uguali per tutti”.

Vaccinazioni

Quanto al piano vaccini, Zaia ha annunciato che “ai primi di febbraio chiuderemo il primo giro di popolazione target: operatori sanitari e Rsa, da metà febbraio poi si inizia con gli over 80 a partire dalla classe ’41 (350mila persone), fatti quelli si va a scalare per età scendendo ai 70enni”.

Scuole

Riprende in Veneto la didattica in presenza per gli studenti delle superiori. “Lunedì – ha ricordato il governatore – si parte come previsto con l’apertura delle scuole di secondo grado per tre settimane al 50%, e portiamo avanti un’indagine epidemiologica per vedere la circolazione del virus nelle scuole”.



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