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(ANSA) – CAGLIARI, 23 GEN – Dubbi e polemiche, da parte della
politica ma non solo, accompagnano il passaggio della Sardegna
in zona arancione. Il capogruppo dei Progressisti in Consiglio
regionale, Francesco Agus, per esempio, fa notare che “a fine
novembre le terapie intensive erano al collasso: stando ai dati
reali, i pazienti Covid sono arrivati ad occupare il 55% dei
posti disponibili in rianimazione”. Eppure, “in quel periodo
l’Isola, non ho mai capito sulla base di quali dati e parametri,
era classificata stabilmente in area gialla. Oggi invece, con un
offerta ospedaliera più adeguata a rispondere all’emergenza e
con dati sempre da livello di allerta ma estremamente meno
preoccupanti di quelli visti in passato, siamo per la prima
volta soggetti a restrizioni più severe”. L’esponente
dell’opposizione sottolinea anche che “le restrizioni sarebbero
in gran parte a danno delle attività che durante le feste,
quindi nel periodo in cui si è verificato il peggioramento dei
dati, erano obbligate alla chiusura. Il rischio concreto
evidente è quello di attuare misure senza alcun effetto positivo
sull’andamento del contagio”. Da qui la richiesta di chiarimenti
alla Regione sui dati trasmessi alla cabina di regia nazionale.
    Protesta anche Fratelli d’Italia, per voce del deputato
Salvatore Deidda: “la Regione Sardegna, con un solo giorno di
preavviso per effetto dell’ordinanza dello stesso ministro,
diventa zona arancione. Fratelli d’Italia andrà fino in fondo
per avere la massima trasparenza”. Inoltre, prosegue il
parlamentare, “mancano i decreti attuativi ai precedenti
provvedimenti economici, quindi i soldi non possono essere
erogati e tarda il nuovo decreto senza più gli odiosi codici
Ateco. Il ministro Boccia – conclude l’esponente di FdI – non
garantisce la giusta collaborazione con le Regioni”.
    Amarezza da parte di chi sarà maggiormente danneggiato
dall’ingresso in zona arancione: “Siamo delusi, rispettiamo le
regole ma è incomprensibile – scrivono su Facebook baristi e
ristoratori sardi – ci chiediamo se sia possibile, dopo aver
acquistato giovedì le merci, comunicare il sabato alle 12 la
chiusura da domenica”. (ANSA).
   


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