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La Lombardia dalla mezzanotte di oggi e fino al 14 marzo passerà tutta in «arancione scuro rinforzato»: sono le nuove restrizioni a cui sta lavorando la giunta di Attilio Fontana dopo i dati allarmanti di questi giorni.

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Zona “arancione rinforzato”: cosa si può fare e cosa no

Oggi infatti risultano 4545 ricoverati e 532 persone ricoverate in terapia intensiva, di cui 26 sono stati registrati nella mattinata di oggi. Secondo indiscrezioni che trapelano da Palazzo Lombardia – dove è in corso un vertice – il presidente Fontana firmerà in queste ore una ordinanza che comprenderà anche le precedenti, cioè quelle relative alle altre zone arancioni rinforzate già esistenti (nella provincia di Brescia, in otto comuni tra Bergamo e Cremona, in tutta la provincia di Como e in 50 comuni delle province di Pavia, Milano e Mantova).

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Il passaggio di tutta la regione fino al 14 marzo compreso alla fascia «arancione scuro rinforzato» prevede non solo la chiusura di tutte le scuole – ad esclusione dei nidi – ma anche l’accesso limitato nelle attività commerciali (potrà accedere un solo componente per famiglia), il divieto di utilizzare le aree giochi all’interno dei parchi e il divieto di recarsi nelle seconde case.

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Ieri il superconsulente di Regione Lombardia Guido Bertolaso aveva detto che «la Lombardia non preoccupa più di altre regioni: a me pare che tutta l’Italia, tranne la Sardegna, si sta avvicinando rapidamente a passi lunghi a questa situazione di zona rossa». E aveva aggiunto: «È ovvio che essendo la Lombardia la regione cardine di questo Paese e avendo vissuto quel che ha vissuto nel corso del passato anno, è più vulnerabile rispetto ad altre regioni. Personalmente – ha precisato Bertolaso – non sono più preoccupato per la Lombardia rispetto ad altre regioni dove ho prestato la mia opera di volontario nei mesi passati, ma è fuori discussione che bisogna vaccinare».

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