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La notizia tanto attesa, alla fine, è arrivata: l’Aifa ha dato il via libera all’utilizzo della terapia con gli anticorpi monoclonali per la cura del Covid in Italia. Una “boccata d’ossigeno“, così come ha commentato l’indiscrezione il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, che sarà di prezioso supporto alla campagna vaccinale.

Cos’è la terapia con i monoclonali

Si tratta di una cura all’avanguardia, già in sperimentazione negli Stati Uniti ed altri Paesi, che consente di inibire il virus nella fase iniziale dell’infenzione evitando l’ospedalizzazione del paziente (leggi qui per saperne di più). “Un booster, una macchina ausiliaria che permetterà di concludere, con meno urgenza, la campagna vaccinale, sostenendo i pazienti che via via si ammaleranno: questa la funzione, nell’attuale scenario, degli anticorpi monoclonali”, secondo il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli. Che definisce “un’ottima notizia” l’individuazione di un fondo, da parte del Governo uscente, per una somministrazione in via sperimentale. E una “notizia ancora migliore” la sovvenzione della ricerca, “sia quella volta allo sviluppo di monoclonali italiani, sia quella clinica indipendente condotta dalla stessa Aifa”.

La somministrazione

Il fondo permetterà di somministrare i monoclonali a diverse decine di migliaia di pazienti nell’ambito del Servizio Sanitario nazionale “secondo le indicazioni che dovranno essere stabilite dall’Aifa – spiega Anelli -.Questi agenti terapeutici hanno dimostrato, secondo gli studi sin qui disponibili, una possibile efficacia se impiegati in una fase precoce della malattia, entro 72 ore dallo sviluppo dei sintomi”. Insomma, una vera e propria manna dal cielo, specie in questo momento in cui la campagna vaccinale arranca. “In uno scenario in cui la disponibilità del vaccino, che è l’unico strumento potenzialmente risolutivo della pandemia, scarseggia, e la campagna va rimodulata di conseguenza, ben venga ogni terapia che ci permette di sostenere chi si ammala – continua il Presidente Fnomceo -. Avere a disposizione anche questa opzione terapeutica, che, in determinate condizioni, permette di ridurre le ospedalizzazioni e di migliorare i risultati clinici, può essere una strategia per prendere fiato e condurre a termine la campagna vaccinale in un tempo più flessibile”.

Il via libera dell’Aifa

Stando a quanto si riporta Repubblica.it, la Commissione tecnico scientifica dell’Aifa, ha dato l’autorizzazione per l’utilizzo dei monoclonali in Italia, al termine di un vertice nel pomeriggio di mercoledì 3 febbraio. Il via libera fa riferimento, nello specifico, a due anticorpi monoclonali per il trattamento di Covid-19, quelli prodotti da Regeneron e da Eli Lilly. Ovviamente, bisognerà attenersi ad alcune condizioni, come da legge 648/1996 che prevede l’approvazione di medicinali in corso di sperimentazione clinica o utilizzati in altri Paesi quando non esiste un’alternativa terapeutica valida. “Questo consentirà, sin da ora, di trattare decine di migliaia di pazienti, selezionati in base al quadro clinico, nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, provando a ridurre le complicanze e le ospedalizzazioni. – conclude Anelli – Sarebbe una boccata d’ossigeno per tutto il sistema, che limiterebbe le conseguenze della scelta, che pare ormai obbligata, di rimodulare su tempi più lunghi la campagna vaccinale”.


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