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(Adnkronos)

“Vorrei fare un invito ai no vax. Non vanno presi a parolacce, possono diventare una risorsa”. La professoressa Ilaria Capua, direttrice dell’UF One Health Center, a DiMartedì si esprime così sull’emergenza coronavirus e in particolare sul tema vaccini. “Abbiamo bisogno di capire come si comporta un organismo che non rispetta misure ritenute utili dalla comunità scientifica. I no vax potrebbero partecipare volontariamente ad alcuni studi e far capire se il fatto di non volersi vaccinare allunga o accorcia la vita, migliora o peggiora la qualità della vita”, dice la scienziata.

Il dibattito nelle ultime settimane si sviluppa attorno alle varianti del coronavirus. “Le mutazioni non hanno modificato l’esterno del virus. In questo momento, tutte le varianti mantengono l’esteriorità che è importante riconoscere con gli anticorpi che il vaccino indurrà. E’ diverso il discorso relativo all’interno del virus. Una palla ‘truccata’ all’interno cambierebbe traiettoria, pur mantenendo sembianze esterne invariate. Non abbiamo nessuna evidenza relativa al cambiamento della letalità, c’entra solo come si muove il virus”, dice Capua.

La campagna di vaccinazione si snoda attraverso problemi di produzione e di fornitura. “Non abbiamo vaccini termostabili che possono essere spediti per posta. Era una linea di ricerca che andava avviata 50 anni fa, bisognava capire che sarebbe stata importante per tutto il pianeta. Non abbiamo considerato che la catena del freddo sarebbe stato il collo di bottiglia”.



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