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(ANSA) – CAGLIARI, 23 GEN – Sardegna zona arancione? E allora
drappo nero sull’insegna del bar. È la singolare protesta del
titolare di un bar di Quartu Sant’Elena (Città Metropolitana di
Cagliari), Nicola Loi, di 37 anni in risposta all’atteso
provvedimento del ministro della Salute che ricolloca l’Isola
tra le regioni con un rischio più elevato e impone, di
conseguenza, la chiusura di bar e ristoranti con l’eccezione
dell’asporto. “È stata una risposta istintiva e pacifica –
spiega Loi all’ANSA – per manifestare la nostra delusione. Così
si uccidono attività come la nostra, perché lo abbiamo già
sperimentato: solo con l’asporto non si può andare avanti. La
zona gialla ci sta mettendo in gravi difficoltà, figuriamoci la
zona arancione”.
    Il drappo nero è stato sistemato questa mattina e stanno già
arrivando tanti attestati di solidarietà da parte di clienti e
passanti. “Abbiamo la fortuna di avere un locale con spazi molto
ampi – continua Loi – e tutti possono vedere come le regole sono
state sempre rispettate. Paradossalmente mi sembra più
pericoloso che le persone che si riuniscono, ripeto in
sicurezza, da noi si ritrovino nelle case. Quello sì che può
essere pericoloso”.
    Il Miky’s dream bakery, bar-pasticceria, ha aperto in via Fiume
a Quartu nell’ottobre del 2019, poco prima che scoppiasse la
pandemia. “Così – conclude – Loi andare avanti diventa sempre
più difficile: siamo troppo penalizzati da questi provvedimenti,
sicuramente si possono studiare misure più opportune”. (ANSA).
   


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