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(ANSA) – SANREMO, 05 MAR – Una cinquantina di ristoratori e
baristi del centro di Sanremo ha organizzato una serrata per
protestare contro la decisione del governatore della Liguria
Giovanni Toti di proclamare la città in zona arancione
rafforzato a causa dei contagi covid, dopo che 4 giorni prima
aveva permesso loro di aprire come se fossero in zona gialla con
uniche restrizionioni la chiusura delle scuole e dei parchi. La
decisione, secondo gli esercenti ha provocato danni per migliaia
di euro ad ogni attività con l’acquisto di scorte di cibo vista
la settimana del Festival, che non hanno poi potuto utilizzare.
    Ristoratori e baristi hanno esposto ai negozi manifestini che
criticano la scelta della Regione e poi hanno ‘marciato verso
l’Ariston. “Ho piena fiducia nel nuovo governo, sono sicuro che
Draghi una mano ce la darà ma la Regione ha fallito – afferma
Fabio Compagnucci, titolare di un bar nella centrale via
Matteotti – Qualcuno deve pagare, risarcire: non tra due mesi,
ma domani, noi non possiamo più aspettare”. Per Mauro Natta,
titolare di un bar di via Cavour, il problema non è stato
chiudere, ma le finte riaperture. “La protesta nasce, perché
Toti ha voluto più volte cambiare colore e noi abbiamo perso dei
soldi. Non è lavorando tre giorni, che un ristorante può
cominciare a ingranare. Ora dobbiamo buttare la spesa. Anzi,
volevamo darla in beneficienza, ma ci sono stati messi dei
paletti. I debiti stanno diventando troppi, ci stanno
sommergendo. Una cosa vorrei dirla: se faccio male il caffè,
perdo il cliente; ma se un governatore di una regione fa male il
proprio lavoro, allora dovrebbe perdere il posto”.
    Si legge nel volantino “I commercianti di Sanremo ringraziano
sentitamente il Presidente della regione Liguria Giovanni Toti,
per averci fatto aprire il lunedì e chiudere il mercoledì della
stessa settimana permettendoci di dissanguarci ancora di più
dopo un anno di apri e chiudi. Un sentito grazie anche
all’assessore Gianni Berrino. Lui, di Sanremo, non ha aperto
bocca o preso posizione dando voce a chi lo ha eletto in
Regione”. (ANSA).
   


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