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Nuovo record di morti della terza ondata: 360 dopo i 316 di ieri. Il bollettino di oggi racconta un’altra storia rispetto a quella di chi ha voluto vedere in Omicron una versione rabbonita del virus con la quale poter convivere. E questa volta non ci sono riconteggi dei decessi a consentire una lettura più tranquillizzante del dato. In tre giorni sin sono contati quasi mille morti, per l’esattezza 989.

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In Lombardia i casi scendono da 39.683 a 33.856 ma i decessi sono ben 115 contro i 52 conteggiati ieri. Sono 186.2563 i casi di oggi quasi duemila in più rispetto a ieri, con un po’ meno tamponi tant’ è che il tasso di positività sale dello 0,6 portandosi al 16,4%. Sono 11 in più i letti occupati nelle terapie intensive e 371 quelli nei reparti di medicina. Contagi stabili a 14.609 in Piemonte, un centinaio in meno di ieri, mentre i decessi sono 21 con gli stessi tamponi di ieri. È il boom di ricoveri ospedalieri, 125 in più in sole 24 ore, il dato saliente del bollettino giornaliero del Covid oggi in Veneto. I nuovi contagi sono 18.357, in moderato aumento rispetto al dato di ieri (+401), mentre sono 29 le vittime. Dall’inizio della pandemia il totale dei contagi è pari a 848.874. Gli attuali positivi sono 232.482 (+8.337).

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In Alto Adige casi ancora in leggera flessione da 2.654 a 2.471 con un centinaio di tamponi in meno. Stabili a quota 20.346 i contagi in Emilia Romagna, dove i decessi sono 24, 15. Meno di ieri.
I nuovi casi Covid registrati in Toscana sono 11.859 su 71.095 test di cui 22.670 tamponi molecolari e 48.425 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 16,68% (67,3% sulle prime diagnosi). Rispetto a ieri i casi giornalieri sono in calo a fronte di un numero di tamponi inferiore, per un tasso di positività praticamente invariato: nel precedente report i contagi erano 13.151 su 77.388 test e un’incidenza di nuovi positivi del 16,99% (69,3% sulle prime diagnosi).

Balzo in avanti da 10.272 a 15.307 dei nuovi positivi nel Lazio, dove i decessi sono 25, nove meno di ieri mentre resta invariato il numero di letti occupato nelle terapie intensive mentre sono 55 in più i ricoverati in area medica. Scendono da 24.451 a 20.206 i casi in Campania con il 5% di tamponi in meno. In Puglia i contagi balzano da 3.218 a 9.757 con più o meno i tamponi di ieri.

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Insieme ai contagi nella popolazione, crescono velocemente anche i casi di Covid-19 tra medici, infermieri e gli altri lavoratori della sanità. Negli ultimi 30 giorni sono stati complessivamente 2.432.925 i casi di infezione da Sars-Cov-2 in Italia, di cui 34.446 tra gli operatori sanitari. È quanto emerge dai Dati della Sorveglianza integrata COVID-19 in Italia, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornati al 13 gennaio. I dati di una settimana fa, aggiornati al 6 gennaio, riportavano 1.461.284 casi in totali nei 30 giorni precedenti, di cui 20.179 tra gli operatori sanitari. Sempre l’Iss informa che in Italia il 03 gennaio scorso la variante Omicron era predominante, con una prevalenza stimata all’81%, con una variabilità regionale tra il 33% e il 100%, mentre la Delta era al 19% del campione esaminato. Sono questi i risultati definitivi dell’indagine rapida condotta dall’Iss e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. 

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Ma l’indice di contagio Rt starebbe scendendo progressivamente e le stime più recenti indicano che ha raggiunto valori compresi fra 1,2 e 1,6, confrontabili con quelli rilevati prima di Natale. Lo indicano i gruppi di ricerca che calcolano gli indici equivalenti all’Rt elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità, ma con tecniche che permettono di avere valori più aggiornati. I fisici, epidemiologici e statistici del sito CovidTrends indicano, per esempio, che l’indice equivalente all’Rt, chiamato Covindex, è stimato 1,2 sulla base dei dati del 13 gennaio.

Intanto procede a tamburo battente la campagna vaccinale, anche per chi fino ad oggi si era tirato indietro. Negli ultimi sette giorni più di 2 milioni di somministrazioni del vaccino anti-Covid hanno riguardato la fascia over 50, per la quale le prime dosi sono triplicate nell’arco dei sette giorni, passando da 39 mila a 126 mila circa. In forte crescita anche il dato relativo ai bambini di età compresa tra i 5 e 11 anni, in favore dei quali le somministrazioni sono state oltre 356 mila (di cui circa 240 mila prime dosi e 116 mila seconde), con un incremento del 77% rispetto a una settimana fa, quando il totale aveva di poco superato quota 200 mila. È quanto comunica la struttura commissariale di Francesco Figliuolo.

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I pazienti ricoverati in ospedale per cause diverse dal Covid che risultino positivi ai test per il virus SasrCoV2, ma asintomatici, qualora assegnati in isolamento al reparto di afferenza della patologia, saranno conteggiati come `caso´ Covid ma non saranno conteggiati tra i ricoveri dell’Area Medica Covid. Ciò fermo restando il principio di separazione dei percorsi e di sicurezza dei pazienti. Lo prevede la nuova circolare del ministero della Salute, che accoglie le richieste delle Regioni in tal senso, ma che secondo lo stesso Dicastero non sarebbe ancora stata diramata.

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È «assolutamente fondamentale» secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana distinguere fra i ricoverati in ospedale per il Covid e i ricoverati in ospedale per altre ragioni che si scopre sono anche positivi al virus. Fontana lo ha ribadito ai giornalisti sottolineando che la richiesta di fare una distinzione «è stata avanzata per una questione di trasparenza e correttezza, per una questione di informazione che deve giungere ai nostri cittadini nel modo più corretto possibile. Mi pare evidente che esiste una differenza tra chi entra in ospedale per una patologia che dipende dal Covid, e quindi deve essere considerato malato di Covid. e chi entra in ospedale per un’altra patologia, perché ha avuto un incidente stradale, perché deve essere operato di ernia, di appendicite e in quell’occasione si riscontra anche la presenza del Covid. Sono due fattispecie che io ritengo per una questione di correttezza vadano distinte. È un discorso che stiamo facendo dai tempi della prima ondata che consideriamo assolutamente fondamentale».

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Il Comitato tecnico scientifico ha intanto dato il via libera al protocollo messo a punto nella riunione tra il Governo e le Regioni alla quale hanno partecipato anche i vertici del Coni e della Lega di Serie A. Il protocollo – che prevede tra l’altro il blocco dell’intero gruppo squadra nel caso in cui si raggiunga un numero di positivi superiore al 35% dei componenti – ha l’obiettivo di individuare regole «sicure e condivise» per «assicurare parità di trattamento e dare certezza al prosieguo delle attività sportive». Il documento stabilisce inoltre che i soggetti positivi debbano rimanere in isolamento, monitorati e controllati in base all’attuale normativa. I `contatti ad alto rischio´, a prescindere dallo stato vaccinale, devono invece essere sottoposti a test antigenico ogni giorno per almeno 5 giorni e hanno l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2 ad eccezione di quando si svolge l’attività sportiva. Per quanto riguarda infine i `contatti a basso rischio´, nei loro confronti si applicano le misure previste dalle indicazioni del ministeriali ed è comunque raccomandato l’utilizzo della Ffp2.

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Il bollettino che dà conto dei casi di Covid deve invece rimanere invariato. Sarebbe questo, secondo quanto si apprende, l’orientamento emerso nel corso della riunione di oggi del Comitato tecnico scientifico in merito alla richiesta delle Regioni di modificare le modalità con le quali vengono conteggiati i pazienti Covid negli ospedali. Gli esperti, sempre secondo fonti del Comitato, avrebbero ribadito la necessità di continuare a conteggiare anche gli asintomatici che entrano in ospedale per altri motivi ma che risultano positivi al virus per monitorare l’andamento della pandemia e identificare le varianti.


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