Seleziona una pagina
Condividi

Tornano a crescere i nuovi contagi e diminuiscono i tamponi (anche per effetto delle feste). Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe nel periodo 29 dicembre – 5 gennaio certifica un aumento dei nuovi casi arrivati a quota 114.132 (+27% della settimana precedente quando erano 90.117). «Dopo sei settimane consecutive in calo, a cavallo del nuovo anno la curva è di nuovo in salita – afferma Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe – Nelle ultime due settimane, poi, c’è stata una decisa frenata dell’attività di testing accompagnata dal netto aumento del rapporto positivi/casi testati che schizza al 30,4%». Dal 23 dicembre al 5 gennaio, rispetto ai quattordici giorni precedenti, il numero dei tamponi totali si è ridotto del 20,9% (-464.284); quello dei casi testati del 22,5% (-208.361), con una media giornaliera simile a quella di fine agosto. «I primi mesi dell’anno – avverte il Presidente – saranno cruciali sia per contenere la terza ondata, sia per controllare la pandemia. Senza l’approvazione di AstraZeneca o improbabili anticipi di consegne potremo vaccinare circa il 5% della popolazione entro marzo e meno del 20% entro giugno» spiega Cartabellotta.

Meno tamponi e più decessi

Stabili i casi attualmente positivi (569.161), mentre sul fronte ospedaliero si segnala una lieve diminuzione dell’1,1% dei ricoverati con sintomi (23.395). Le terapie restano sostanzialmente invariate (2.569 contro i 2.549 posti letto occupati della settimana precedente). Tornano a crescere, purtroppo, i decessi: sono 3.300, il 3,3% in più. L’occupazione da parte di pazienti Covid continua a superare la soglia del 40% in area medica in 10 Regioni, e quella del 30% delle terapie intensiva in 11 Regioni.

La terza ondata

In questa fase è molto complesso valutare l’evoluzione della curva per il sovrapporsi di restrizioni e allentamenti nelle varie Regioni con tempistiche differenti. In generale, sottolinea Gimbe, tenendo conto che l’impatto delle misure si riflette sulla curva epidemiologica dopo circa 3 settimane gli effetti del Dpcm 3 novembre si sono esauriti, mentre quelli del Decreto Natale si vedranno da metà gennaio. Le curve cominciano a riflettere i progressivi allentamenti che hanno portato ad un’Italia tutta gialla, eccetto Campania (per propria scelta) e Abruzzo. «Le nostre analisi – spiega Cartabellotta – documentano che, a circa 5 settimane dal picco, il sistema delle Regioni “a colori” ha prodotto effetti moderati: i casi attualmente positivi per la netta riduzione di casi testati nel mese di dicembre, i ricoveri e le terapie intensive per gli oltre 20 mila decessi nelle 5 settimane di osservazione».

I vaccini

Ma a che punto è la campagna di vaccinazione? Gimbe ha delineato la situazione attuale, tirando le somme delle dosi disponibili e di quelle presto in arrivo. Con l’approvazione del vaccino Moderna entro giugno arriveranno 22,8 milioni di dosi certe. Nel frattempo, l’Europa ci ha assicurato ulteriori 13.460.000 del vaccino Pfizer-BioNTech e 10.768.000 di Moderna con tempi di consegna non ancora definiti, ma realisticamente non brevi. «Al di là dell’efficienza logistico-organizzativa del nostro Paese – spiega Cartabellotta – senza il via libera dell’Ema ad altri vaccini (AstraZeneca in primis) o l’anticipo (improbabile) di consegne, potremo vaccinare circa il 5% della popolazione entro marzo e meno del 20% entro giugno». «I vaccini autorizzati – aggiunge Renata Gili di Gimbe – riducono del 95% circa il rischio di Covid-19 sintomatica, ma non ne è nota l’efficacia nel ridurre l’infezione asintomatica e la possibilità di trasmettere comunque il virus. Le persone vaccinate, di conseguenza, dovranno continuare ad adottare le misure di protezione e non potranno acquisire una “patente di immunità”».

Terza ondata

«I primi mesi dell’anno – avverte Cartabellotta – saranno cruciali sia per contenere la terza ondata e per controllare la pandemia, anche alla luce delle preoccupazioni sulle varianti in circolazione». Tre sono gli elementi fondamentali: le curve iniziano a risalire con un numero più di mezzo milione di attualmente positivi «numero troppo elevato per riprendere il tracciamento». In secondo luogo, un « restyling del sistema delle Regioni “a colori”» che ha dato «risultati modesti in termini di flessione delle curve i costi economici e sociali sono sproporzionati». Infine, la «comunicazione istituzionale deve diffondere la massima fiducia nel vaccino», ma al tempo stesso «non alimentare aspettative irrealistiche» che rischiano di far abbassare la guardia.

7 gennaio 2021 (modifica il 7 gennaio 2021 | 10:50)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Fonte originale: Leggi ora la fonte


Condividi