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Galeotta fu una “esse”. Dovevano andare a Vabres, sono finiti a Vabre. Una sola consonante, ma decisiva per il destino sportivo dei giocatori del Tarbes, squadra dilettantistica di sesta divisione francese. Tutto era pronto per la sfida ai rivali del Vabres – l’Abbaye, che valeva la qualificazione al quinto turno della Coppa di Francia. Le tattiche dei rivali erano state analizzate in modo meticoloso: peccato però che il tragitto verso il campo avversario rimanesse invece del tutto ignoto. Già rimasta nel cuore di molti appassionati per l’impresa di altri dilettanti – quelli del Calais – che nel 2000 sfiorarono il clamoroso trionfo in finale, la Coppa di Francia ha regalato un altro momento di assoluto folklore.

Questi i fatti: attesi per il calcio d’inizio delle 18, gli ospiti hanno lasciato di buon’ora Tarbes, mettendosi in pullman alla volta di Vabres – l’Abbaye, villaggio di 1.200 anime nel sud dell’Aveyron. Sfortunatamente un errore di digitazione sul navigatore satellitare li ha spediti invece nel paesino di Vabre, nel complesso di Rodez, 80 chilometri a nord rispetto alla destinazione programmata. Una volta scoperto l’abbaglio, i dirigenti del Tarbes hanno provato a rimediare ingaggiando una corsa contro il tempo per arrivare in orario a Vabres, incappando però in una serie di disavventure vagamente fantozziane: dapprima hanno trovato una strada chiusa al traffico a causa di una corsa podistica, poi hanno sbagliato di nuovo strada, infine – coup de théâtre –  i giocatori hanno dovuto percorrere a piedi di corsa l’ultimo chilometro che portava allo stadio, a causa di un ponte troppo stretto per il pullman sociale. 

«Hanno chiamato per la prima volta per dire che avrebbero fatto un po’ tardi, che sarebbero arrivati intorno alle 18.15, poi alle 18.25. Ma non arrivavano mai.», ha raccontato Johan Mourão, allenatore – giocatore del Vabres.  «C’è un ponte che separa lo stadio che gli autobus non possono percorrere, i giocatori del Tarbes sono arrivati cambiati e di corsa».

Risultato: dopo più di sette ore di viaggio a vuoto, a causa dell’ora abbondante di ritardo e nonostante la fatica dei giocatori che hanno raggiunto trafelati il campo da gioco, l’arbitro ha decretato la sconfitta a tavolino per il Tarbes. Che è stato quindi costretto a imboccare immediatamente la via del ritorno. Quella giusta, si spera.


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