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Una vergogna. Giorgio Chiellini interviene sull’ultimo episodio di razzismo, condannando i cori contro i giocatori del Napoli al Franchi di Firenze, “Mi sono vergognato, come italiano e come toscano. Anche perché l’Italia per me non è un paese razzista”, ha detto, all’avvio della conferenza stampa in previsione di Italia-Spagna, semifinale di Nations League.  “È inaccettabile. Servono leggi e regole che vengano applicate, questa è la cosa più importante. Qualcosa in più va fatto, altrimenti da fuori diamo una brutta immagine di noi stessi”, ha aggiunto. 

L’episodio legato alla presa di posizione del capitano della Juve è diventato anche un’indagine, aperta dalla Procura federale. Al centro i cori razzisti rivolti da tifosi della Fiorentina al difensore azzurro Kalidou Koulibaly al termine della partita vinta dai partenopei.  La Procura ha già acquisito i referti dei propri ispettori e ascoltato il calciatore. Le immagini e gli audio, potrebbero permettere di identificare gli autori delle offese per i quali scatterebbe il daspo con il conseguente divieto di accesso a tutte le manifestazioni sportive. Nel mirino delle becere offese erano finiti anche il centrocampista Frank Anguissa e l’attaccante Victor Osimhen. “Scimmia di m… Mi hanno chiamato così. Questi soggetti non c’entrano con lo sport. Vanno identificati e tenuti fuori dagli stadi: per sempre”, ha denunciato Koulibaly. Il 30enne difensore senegalese già in passato era stato al centro di casi analoghi, come nel dicembre 2018 quando fu espulso a Milano contro l’Inter dopo essersi innervosito per gli ululati piovuti dagli spalti. A Firenze ha risposto a un tifoso in modo minaccioso: “Vieni qui a dirmelo in faccia”. Il caso ha suscitato immediate reazioni: la Fiorentina “si è fermamente dissociata dai cori e le offese razziste”. 


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