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Migliaia di ristoratori si preparano a un venerdì da ribelli, aprendo i locali a cena nonostante i divieti anti-Covid. Il settore del Noleggio con conducente minaccia di paralizzare le strade italiane se non arriveranno presto i ristori. E intanto al fianco degli autisti, a Roma, hanno manifestato anche imprenditori e dipendenti dei bus turistici, comparto a loro dire “dimenticato” dagli interventi del Governo contro la crisi economica prodotta dall’emergenza sanitaria.
    Hanno portato l’allarme in piazza centinaia di operatori giunti da tutta Italia in mattinata nella Capitale. “Ristori uguali per tutti”, è la richiesta del Comitato bus turistici italiani, che negli incontri con i rappresentanti del Governo ha evidenziato le anomalie legate ai ristori (“10 milioni sono andati ai bus scoperti, un centinaio in tutto il Paese, per gli altri sono state coperte solo le perdite di aprile”) e al mancato utilizzo, da parte di “molte Regioni” dei pullman turistici a sostegno del trasporto pubblico locale in vista della riapertura delle scuole. “Soprattutto quelle del Centro e del Sud – denuncia Riccardo Verona, presidente del Comitato bus turistici italiani – hanno preferito fare così per poter invece usare le risorse stanziate dal Governo, circa 1,5 miliardi, per coprire le perdite dei mancati abbonamenti delle aziende pubbliche locali del trasporto”.
  
   


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